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Citta della Scienza: incendio cancella 12mila metri quadrati e lavoro

L'incendio a Città della Scienza a Napoli non solo distrugge un polo formativo di circa 12mila metri quadrati ma rischia di cancellare anche decine e decine di posti di lavoro. Intanto, la pista privilegiata rimane quella del dolo.

Sembra che gli inquirenti stiano privilegiando la pista del dolo in merito all'incendio che ha devastato Città della Scienza a Bagnoli, Napoli. Lo stesso sindaco Luigi De Magistris, su Twitter, parla di una "Napoli sotto attacco" mentre Roberto Saviano, quando le fiamme erano ancora alte, su Facebook rifletteva: "Ancora non sappiamo se si tratta di incendio doloso, ma Bagnoli da sempre è nelle mire dei clan che lì - fronte mare - vorrebbero edificare condomini... Il fuoco che distrugge Città della scienza suggella il fallimento di immaginare una Bagnoli diversa. Una Napoli diversa". Ed infatti, qualcuno ipotizza che l'incendio a Città della Scienza possa essere stato appiccato dal mare, mentre altri parlano di più punti di innesco del rogo. Anche se al momento non c'è ancora nessuna certezza ufficiale, pochi pensano che il fuoco che ha inghiottito circa 12mila metri quadrati di Città della Scienza possa essersi autoalimentato. "Ho appreso con grande rammarico della devastante distruzione che ha colpito la Città della Scienza a Napoli. So bene, per averle conosciute e frequentate negli anni, quale valore avessero quella istituzione e quella moderna struttura dal punto di vista culturale e pedagogico" sono le prime parole di Giorgio Napolitano, che sottolinea: "Al di là dell'accertamento delle cause e delle responsabilità del disastro si pone ai poteri pubblici, anche sul piano nazionale, così come alla comunità scientifica e alla società civile napoletana, il problema di creare le condizioni per colmare un vuoto così grave e restituire alla città una leva così importante per il suo futuro". Messaggio condiviso anche da Roberto Saviano, che poco fa sempre tramite Facebook precisa: "Le fiamme a Città della scienza sono una ferita terribile. E' fondamentale che da quella cenere si possano impastare nuove energie. Che queste ore di dolore possano mutarsi in ore di volontà per cambiare il destino della mia terra". E mentre i vigili del fuoco procedono a spegnere gli ultimi focolai, visto che solo uno dei 6 edifici è stato risparmiato dalle fiamme, la a Procura della Repubblica di Napoli ha posto sotto sequestro l'area della Città della Scienza, mentre la polizia sta ultimando i rilievi nella zona, ed ascoltando le testimonianze. Un dipendente della Città della Scienza sottolinea come l'incendio si sia sviluppato in tempi rapidissimi, tanto che quando sono giunte le prime squadre dei vigili del fuoco le fiamme erano già alte, ed il fumo avvolgeva tutto il quartiere di Bagnoli. Luigi De Magistris, però, lascia poco margine ai dubbi: "Mi sembra che dietro le fiamme ci sia una mano criminale. Ora dobbiamo affidarci completamente alla magistratura per indagini il più approfondite possibili". In tutto questo, si aggiunge la grande preoccupazione dei dipendenti della Città della Scienza, compresi i lavoratori dell'indotto, che temono ricadute occupazionali, tanto che Susanna Camusso della CGIL esorta: "Mentre gli inquirenti accertano le cause di questa tragedia, Governo e Regione hanno il dovere di intervenire subito e devono assumersi l'impegno di far ripartire il sito il prima possibile dando certezza degli investimenti necessari, della celerità degli interventi e devono garantire continuità per le lavoratrici e i lavoratori".

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