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Yara, i ciclisti e atteggiamenti xenofobi, anche su Facebook

Un 22enne marocchino è stato permato perché sospettato di aver ucciso Yara Gambirasio. Un marocchino ha investito è ucciso a Lamezia Terme 7 ciclisti. Tanto che non mancano le immediate condanne xenofobe.

Un 22enne di origine marocchina è stato fermato perché sospettato di aver ucciso e occultato il cadavere di Yara Gambirasio. In merito alle indagini i carabinieri mantengono il più stretto riserbo, ma prima di una eventuale sentenza dei giudici arrivano le condanne razziste. Per fortuna rimangono casi isolati ma purtroppo, appena giunta la notizia del fermo del marocchino, a Brembate di Sopra ecco apparire i primi cartelli xenofobi: "Fuori da Bergamo" e "Occhio per occhio, dente per dente".
Il sindaco della città, Diego Locatelli, alla guida di una giunta leghista, prende immediatamente le distanze da queste manifestazioni vergognose assicurando: "Non ci sarà nessuna caccia all'uomo. Non è questa la reazione che mi aspetto dai miei cittadini e sono sicuro che non sarà così".
Anche da Fecebook si moltiplicano messaggi razzisti, tanto che c'è chi addirittura crea dei gruppi ad hoc, invocando pene capitali e scrivendo messaggi intrisi di discriminazione.
A peggiorare il clima già di per sé teso è stato poi l'incidente di Lamezia Terme che ha causato la morte di 7 ciclisti investiti da un altro marocchino alla guida di una Mercedes senza patente e sotto effetto di droghe.
Invece di invitare ad atteggiamenti responsabili alcuni esponenti della Lega Nord ne approfittano per rimarcare alcune loro posizioni.
Il senatore leghista Piergiorgio Stiffoni sostiene che "di delinquenti ne abbiamo talmente tanti in Italia che non serve importarne gratuitamente, cacciamoli tutti a casa loro" mentre l'europarlamentare Mario Borghezio torna a proporre di "raccogliere le impronte digitali di tutti" perché quanto accaduto in questi giorni dimostra la "necessità di introdurre un'aggravante per i reati commessi dai clandestini".
Tanto per non sottolineare che la legge NON è uguale per tutti.

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