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Vendola: incidenti CARA Bari "frutto avvelenato della disperazione"

Alcuni degli immigrati del CARA (Centri di accoglienza richiedenti asilo) di Bari sono mesi e mesi che attendono i documenti e la disperazione ha creato la protesta, anche violenta. Nichi Vendola riflette sui motivi che hanno generato gli scontri.

Alcuni degli immigrati del CARA (Centri di accoglienza richiedenti asilo) di Bari sono mesi e mesi che attendono i documenti per la richiesta di asilo, ma come spesso avviente poco o niente sembra essersi smosso, e questa volta l'esasperazione ha preso il sopravvento. E così gli immigrati si sono riversati per la vie, la stazione e anche la tangenziale di Bari, praticamente bloccando la città per una intera giornata. Gli scontri sono stati, in alcuni momenti, anche violenti, con agenti in assetto antisommossa e manifestanti intenzionati a non cedere, con tanto di lanci di sassi e fiamme. Le forze dell'ordine hanno tentato per ore di arginare la protesta, che invece sembrava continuare a dilagare, causando anche diversi feriti. Solo dopo circa 8 ore i manifestanti hanno cominciato la ritirata, avvertendo però che se entro mercoledì non arriveranno i documenti allora tutto ricomincerà di nuovo. Con una disperazione naturalmente acuita. Nichi Vendola, infatti, leader di Sel e governatore della Puglia, sottolinea come gli "incidenti del CARA di Bari Palese" siano "il frutto avvelenato della disperazione di chi, dopo lunghi viaggi della speranza in fuga da guerra, persecuzioni e fame, si vede negata la possibilità di un futuro di accoglienza". "Le insopportabili attese per le pratiche di valutazione delle richieste di asilo - continua Vendola - e il numero crescente di dinieghi rappresentano una condizione inaccettabile nella fase straordinaria che stiamo attraversando". Il leader di Sel denuncia poi come "i centri di accoglienza per richiedenti asilo scoppiano in tutta Italia" e che quindi "il sovrannumero e l'incertezza sul proprio futuro rischiano di determinare una moltiplicazione delle rivolte e un ulteriore innalzamento della tensione". "Di fronte a questa situazione non si possono tacere le responsabilità gravissime del Governo Nazionale. L'immigrazione non è una questione che può essere trattata in termini di mero ordine pubblico e di repressione" conclude Nichi Vendola, chiedendo quindi al governo di concedere "il permesso di soggiorno per motivi umanitari come già fatto nei mesi scorsi in occasione dell'ondata di sbarchi dalla Tunisia".

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