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Napolitano: figli immigrati abbiano cittadinanza. Maroni: una calamità

Giorgio Napolitano giudica una "follia, assurdità, quella dei bambini di immigrati nati in Italia che non diventano cittadini italiani", mentre Roberto Maroni della Lega Nord afferma che questa sarebbe "una calamità".

Per Roberto Maroni, ex ministro dell'Interno, evitare che i figli degli immigrati non si sentano più "cittadini di serie B" come sottolinea lo stato d'animo di questi ragazzi e ragazze Giuseppe Consolo, deputato di Fli, sarebbe "una calamità", perché "vorrebbe dire che alla prossima ondata immigratoria che arriverà dal nord Africa tutti coloro che arrivano e nascono qui diventano di colpo cittadini italiani. Vuol dire decine e centinaia di migliaia di nuovi cittadini italiani solo perché nati qua". Una descrizione che a qualcuno, forse, avrà rievocato l'invasione biblica delle locuste. Per il Capo dello Stato, invece, è una "follia, assurdità, quella dei bambini di immigrati nati in Italia che non diventano cittadini italiani", come sottolinea durante un incontro al Quirinale con la delegazione delle Federazioni Chiese Evangeliche. Giorgio Napolitano ricorda infatti che "noi abbiamo oramai centinaia di migliaia di bambini immigrati che frequentano le nostre scuole e che, per una quota non trascurabile, sono nati in Italia, ma ad essi non è riconosciuto questo diritto elementare, ed è anche negata la possibilità di soddisfare una loro aspirazione, che dovrebbe corrispondere anche a una visione nostra, nazionale, volta ad acquisire delle giovani nuove energie ad una società abbastanza largamente invecchiata (se non sclerotizzata)". Per questo motivo Napolitano invita ad affrontare la questione in Parlamento "che vorrei - evidenzia il Capo dello Stato - fosse pienamente cosciente del fatto che adesso si apre un campo di iniziativa anche maggiore che nel passato", spiegando che "in sostanza oggi c'è una distinzione abbastanza netta per la stessa natura e formazione del nuovo governo, tra il Governo e il Parlamento" perché attualmente "il Parlamento ha dei campi a sé riservati, nei quali il Governo, anche programmaticamente, non si propone di intervenire con proprie decisioni o proposte". Sembra quindi di capire che il governo di Mario Monti non dovrebbe intervenire su questioni sollevate dal Parlamento (eletto) che mirano a legiferare al di fuori di quei provvedimenti che dovranno servire per uscire dalla crisi. L'appello di Napolitano per risolvere la questione della cittadinanza italiana per i figli degli immigrati viene immediatamente colto da più parti, da Pier Ferdinando Casini (Udc) che lo "condivide pienamente" a Nichi Vendola (Sel) che esorta a passare "dalle parole ai fatti". Dario Franceschini ricorda che "sin dal marzo scorso, il gruppo del PD ha presentato una proposta di legge stralcio, a prima firma Bressa, dalle norme complessive sulla cittadinanza riguardante soltanto i diritti dei bambini nati in Italia", augurandosi che la norma possa essere "approvata in aula alla Camera prima di Natale", visto che quasi tutte le forze politiche si trovano concordi sulla questione. Ad eccezione, in particolare della Lega Nord che "è pronta a fare le barricate in Parlamento e nelle piazze" come annuncia Roberto Calderoli, pur di non dare la cittadinanza a dei bambini nati in Italia solo perché figli di immigrati, mentre Maroni afferma che "l'idea di dare la cittadinanza a chiunque nasca in Italia è uno stravolgimento dei principi contenuti nella Costituzione". Titubante però anche il Presidente della Camera Gianfranco Fini, che si direbbe "dubbioso" su "uno ius soli automatico" mentre sarebbe "giusto dire che è cittadino italiano chi nasce in Italia, parla la lingua ed ha concluso un ciclo di studi".

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