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Lampedusa non è l'Alcatraz del Mediterraneo: paura per quarantena

La paura più grande dei cittadini di Lampedusa non sembra essere solo quella della sicurezza ma soprattutto il fatto che l'assoluta mal gestione della situazione e lo stato di abbandono in cui versano in migranti possa accendere focolai epidemici, che potrebbe portare alla quarantena dell'isola.

A Lampedusa la situazione è tesa, tanto che la corda sembra ormai sul punto di rompersi. Il governo italiano non sembra in grado di gestire la situazione degli sbarchi e i lampedusani non sembrano vole più credere alle promesse giornaliere dei vari politici e dello Stato, anche se promettono che mercosledì arriveranno 6 navi che probabilmente porteranno in altre destinazioni gli immigrati giunti dal Maghreb in fiamme a causa delle rivolte. La paura più grande dei cittadini di Lampedusa non è tanto, e non solo, la sicurezza dell'isola ma anche e soprattutto l'emergenza sanitaria. L'OMS (Organizzazione mondiale della sanità) assicura che Lampedusa non corre alcun rischio ma è tanto timore che lo stato di abbandono in cui versano i migranti possa accendere dei fololai epidemici. Inoltre, la "non gestione" degli sbarchi, l'assoluta disorganizzazione delle strutture e il fatto che da gennaio, ormai, pare che sull'isola siano giunti oltre 18.000 immigrati, fa crescere la preoccupazione che Lampedusa possa diventare l'Alcatraz del Mediterraneo e che sia messa in quarantena. E così ieri è esplosa la rabbia, soprattutto dopo che si è sparsa la notizia che un cittadino è stato aggredito da un immigrato che si era introdotto in una casa. A muovere la protesta in particolar modo le donne, che hanno rovesciato cassonetti all'ingresso del porto e si sono incatenate al molo, invitando i loro uomini a fare un "cordone" con i propri pescherecchi per cercare di non far arrivare all'isola altri barconi. Barconi che continuano a sopraggiungere, e ora il rischio e l'ansia è che se le istituzioni non saranno in grado di dare un segnale chiaro possano avvenire nei prossimi giorni incidenti ben più gravi.

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