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Lampedusa: niente griffe tra i "clandestini". Solo marchio d'infamia

I vestiti "griffati" che alcuni politici vorrebbero scambiare per "benessere" e che farebbero di poveri migranti un esercito nordafricanio di viziati è smentito dai fatti. E se c'è un "marchio" che gira a Lampedusa, è sicuramente quello di infamia per la situazione insostenibile. Che non si risolve.

La situazione a Lampedusa è qualcosa di difficilmente immaginabile, soprattutto per chi ha il cuore di pietra. Chi ha visto i servizi dei giornalisti indipendenti può infatti rendersi minimamente conto di come lo Stato stia accogliendo questa povera gente. I lampedusani, che rischiano ogni giorno di essere in minoranza rispetto ai nuovi arrivati, soccorrono i loro nuovi fratelli come possono, di tasca loro, ovviamente. E i vestiti "griffati" portati dai migranti, denunciati da certi politici, che forse non sanno di ciò che parlano, sono in massima parte donati degli abitanti di Lampedusa che regalano i "cambi" a centinaia di uomini e donne sofferenti. Esseri umani che arrivano completamente zuppi d'acqua dopo giorni di navigazione su barconi riempiti fino all'inverosimile. I vestiti "griffati" che non sono donati dai lampedusani, sono "rocco tarocco" come ha avuto modo di dire in un collegamento l'inviato a Lampedusa di Rai News. Il cellulare che alcuni migranti sono "accusati" di possedere è poi la cartina di tornasole, come ha fatto notare sempre l'inviato di Rai News, che questa è la parte "migliore" di un Paese sta emigrando. Questi che arrivano sui barconi a Lampedusa sono dei ragazzi, dei giovani, anche laureati e specializzati che, raccolto tutto ciò che possiedono, prendono il largo e rischiano la vita per rincominciare ad esistere. Anche la Caritas denuncia il problema umano e organizzativo di Lampedusa. L'Agenzia SIR in un articolo emblematico dal titolo "L'isola affonda" (http://is.gd/u3ET8J) riporta le parole di Valerio Landri, direttore di Caritas Agrigento. "Il numero dei migranti è praticamente raddoppiato" dice Landri, con "gravi conseguenze igienico-sanitarie e migliaia di persone che da giorni bivaccano senza avere un rifugio per la notte, con cibo e acqua razionati". Davanti alla parrocchia di Lampedusa decine di volontari fanno dono di quegli abiti "griffati", "all'occidentale" ai migranti, ma non si può ovviamente andare avanti così. Anche perché la situazione sanitaria rischia di diventare insostenibile. Dichiara Landri all'Agenzia Sir: "Il centro di Contrada Imbriacola ne può accogliere al massimo 1.500. Gli altri sono tutti accampati all'addiaccio, sulle strade o nelle campagne. Non hanno vestiti, cibo a sufficienza, acqua da bere. Devono fare ore e ore di fila per mangiare una volta al giorno un piatto di maccheroni. Altri arrostiscono su dei falò il pesce regalato dai pescatori".

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