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Lampedusa: incendio al CIE. Protesta immigrati contro i rimpatri

Le proteste degli immigrati del centro d'accoglienza di Lampedusa sono sfociate in un incendio. Le autorità sospettano che un gruppo di immigrati abbia infatti appicato il fuoco al CIE, ora inagibile. Il sindaco: "Si è superato ogni limite di tollerabilità".

E' da giorni che gli immigrati tunisini (stando a quanto riportano le cronache), circa 1.300, ospitati in tre strutture del CIE (in realtà CPSA - Centro di primo soccorso e accoglienza) di Contrada Imbriacola a Lampedusa, protestavano per chiedere di essere trasferiti sulla terraferma ma non di essere rimpatriati. In Tunisia da dove sono scappati non vogliono tornare, e alla fine tale situazione di disagio e malcontento ha provocato un incendio nel centro di accoglienza di Lampedusa, che è andato distrutto, bruciato. Il sindaco dell'isola Lampedusa Bernardino de Rubeis afferma che il CIE "non esiste più e non può più ospitare un solo immigrato", spiegando che "ora si è superato ogni limite di tollerabilità". "Se ne devono andare subito dalla nostra isola" avverte il sindaco che chiede al governo, "dopo tanto immobilismo" di intervenire urgentemente perché, dice: "Questo è uno scenario di guerra. C'è una popolazione che non sopporta più, vuole scendere in piazza con i manganelli e difendersi da sola, perché chi doveva tutelarla non l'ha fatto" come riporta La Repubblica (http://is.gd/hbvJaq). La Procura di Agrigento rende noto che aprirà un'inchiesta, poiché si sospetta che a dar fuoco al CIE siano stati un gruppo di immigrati. Per fortuna non sembrano registrarsi feriti gravi, solo qualche intossicazione a causa della fitta nube nera che è arrivata, spinta dal vento, fin sopra il centro abitato. Roberto Maroni avvisa che "il Viminale continuerà i rimpatri degli immigrati come previsto, ovvero con due voli al giorno per 50 persone", mentre il PD ha annunciato che presenterà oggi un'interrogazione urgente sulla vicenda al ministro dell'Interno, accusando il governo di "insufficienza nelle azioni di controllo e di prevenzione". Finora tutti gli immigrati sono stati radunati, a quanto pare, nel centro sportivo di Lampedusa, controllati a vista dalle forze dell'ordine, ma la situazione rimane tesa. In particolare "Save the Children" chiede attenzione "per le sorti di una decina di minori presenti al momento nel centro ed arrivati a Lampedusa nella notte di venerdì 16 settembre", sottolineando come "in più di un'occasione l'organizzazione aveva espresso "il timore che episodi del genere si potessero verificare", spiega Raffaela Milano, Direttore Programma Italia- Europa di Save the Children.

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