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Lampedusa: donne si incatenano al molo, uomini bloccano porto

La situazione a Lampedusa sta diventando sempre più infuocata, tanto che a guidare la protesta sono state un gruppo di donne, che hanno rovesciato cassonetti e si sono incatenate al molo, incitando gli uomini a creare un blocco per non far attraccare nuovi barconi.

La situazione a Lampedusa sta diventando ogni giorno che passa sempre più infuocata. Gli sbarchi dei migranti sembrano continuare incessanti mentre il governo italiano non sembra in grado di gestire la situazione, tanto che ormai i cittadini della piccola isola siciliana in mezzo al Mediterraneo si sentono completamente abbandonati dalle istituzioni. Nonostante l'Unità di Crisi pare abbia annunciato per mercoledì l'arrivo di 6 navi che probabilmente porteranno ad altra destinazione i migranti fuggiti dal Maghreb, la tensione a Lampedusa è al limite, soprattutto dopo la notizia che un uomo è stato aggredito da un immigrato che si era introdotto in un'abitazione. A far paura anche l'idea che possano sorgere focolai epidemici, anche se le autorità, compresa l'OMS, escludono almeno per ora tale rischio. Ma dopo tante parole e promesse, i lampedusani non sembrano più voler credere alle varie rassicurazioni che arrivano dallo Stato. E così, dopo un'accesissima assemblea nella sala municipale di Lampedusa, sono state le donne a prendere in mano la situazione. Giovani e anziane, madri e figlie, si sono incatenate sul molo "Favaloro", alzando anche degli striscioni con scritte tipo "Siamo pieni". Le donne hanno poi incitato i loro uomini a bloccare gli attracchi, tanto che alcuni di questi hanno preso dei pescherecchi e hanno cercato di fare un cordone per cercare di impedire nuovi arrivi sull'isola. Un barcone, però, è riuscito a superare il blocco, attraccando poco distante. I migranti in arrivo dal Nord Africa sono stati aiutati dagli altri migranti già sull'isola, accorsi vedendo arrivare la barca.

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