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Immigrazione clandestina: abolito reato, rilievo penale solo se c'è recidiva

Il Senato abroga il reato di immigrazione clandestina che torna ad essere quindi un illecito amministrativo. Passa un emendamento del governo che stabilisce che il reato di immigrazione clandestina tornerà ad avere rilievo penale se ci sarà una recidiva (dopo l'esplusione l'immigrato torna nel nostro Paese) oppure se verranno violati degli obblighi amministrativi.

L'Aula del Senato approva la proposta di mediazione messa a punto dal governo Letta sul reato di immigrazione clandestina. Con tale emendamento, quindi, viene abrogato il reato di clandestinità ma si conserva il "rilievo penale delle condotte di violazione dei provvedimenti amministrativi adottati in materia". In altre parole, l'immigrazione clandestina non sarà più reato e torna ad essere un illecito amministrativo, ma manterrà la valenza penale ad ogni violazione di provvedimenti amministrativi emessi in materia di immigrazione (come il rientrare in Italia se già espulsi oppure non presentarsi in Questura se si ha l'obbligo). Per esempio, se l'immigrato entra clandestinamente in Italia "non verrà sottoposto a procedimento penale, ma verrà espulso", spiega il sottosegretario alla Giustizia Cosimo Ferri, precisando che se però rientrasse, a quel punto "commetterebbe reato". L'emendamento del governo è passato in Senato con 182 sì, 16 no e 7 astenuti.

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