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Immigrazione, Terre des Hommes: risposta UE miope e ipocrita

Terre des Hommes denuncia "la miopia e l'ipocrisia con cui i capi di Stato dell'Unione Europea hanno deciso di fronteggiare l'emergenza umanitaria" nel Mediterraneo, chiarendo che "le decisioni assunte nel corso del Summit non rispondono assolutamente alle priorità" per affrontare il fenomeno dell'immigrazione.

Anche se Matteo Renzi sembra considerare un grande successo il vertice straordinario dell'UE che si è avuto il 23 aprile sull'immigrazione, Terre des Hommes denuncia invece "la miopia e l'ipocrisia con cui i capi di Stato dell'Unione Europea hanno deciso di fronteggiare l'emergenza umanitaria che si sta consumando davanti ai nostri occhi". In un comunicato stampa, la Federazione internazionales che da 50 anni è in prima linea per proteggere i bambini di tutto il mondo dalla violenza, dall'abuso e dallo sfruttamento chiarisce infatti che "le decisioni assunte nel corso del Summit non rispondono assolutamente alle priorità suggerite da Terre des Hommes che chiedeva di affrontare il fenomeno con una visione ampia, lungimirante e realmente risolutiva". Terre des Hommes, prosegue la nota, constata infatti che:
1. Il salvataggio delle vite umane nel Mediterraneo non è stata riconosciuta come priorità assoluta come invece annunciato da Presidente Donald Tusk prima del Consiglio Europeo.
2. Non è stata accolta la richiesta di costituire una operazione di ricerca e soccorso su scala europea con uno sforzo cioè condiviso da tutti e 28 i Paesi dell'Unione sia sotto il profilo dell'investimento economico sia in termini di navi e mezzi di soccorso. Le ragioni addotte erano la scarsa disponibilità di risorse, che però oggi vengono recuperate in favore di un'operazione che avrà ancora un mandato principalmente di pattugliamento e con limitate capacità di soccorso. Inoltre si constata che nessun riferimento è fatto quanto all'estensione delle operazioni.
3. Priorità viene data alla lotta al traffico di esseri umani e allo smuggling, fenomeni che però vengono volutamente estrapolati dal contesto globale di instabilità e assenza di meccanismi di protezione nei Paesi di fuga che sono invece i fattori chiave che li alimentano.
4. Infatti strumenti chiave per il contrasto del traffico di esseri umani sono invece individuati nella cattura, distruzione ed affondamento dei natanti utilizzati dai trafficanti, operazione che presenta un'elevata pericolosità per la salvaguardia della vita umana di chi si trova a bordo.
5. Non una parola è stata spesa per assicurare la costruzione di una rete di protezione per i richiedenti asilo già nei Paesi di fuga, attraverso la messa a disposizione delle Ambasciate UE e Consolati UE ivi presenti, così come dei campi profughi, tutti luoghi in cui invece sarebbe fondamentale poter esprimere la propria richiesta di protezione.
6. Nessuna decisione è stata presa in materia di canali umanitari che permettano di raggiungere l'Europa senza passare da un Mediterraneo insicuro e ricco di insidie, ancora gestito da trafficanti, che continueranno ad operare instancabilmente fin tanto che le richieste di poterlo attraversare sarà l'unica speranza di vita.
7. Silenzio totale sulla costruzione immediata di un Piano di Contingenza / Accoglienza dell'Unione Europea che, sulla base di una distribuzione equa e uniforme di quote di posti in accoglienza, permetta da subito ai migranti di trovare un luogo protetto nel nostro continente. Infatti, nessun accordo è stato preannunciato tra i 28 Stati per definire tale disponibilità.
8. Nessuna modifica è stata esplicitata rispetto al Trattato di Dublino.
Terre des Hommes quindi domanda: "Ma se l'Europa vuole colpire la tratta degli esseri umani, perché non ne affronta con coraggio le cause profonde che alimentano questo vergognoso reato?".

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