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Immigrati in Italia quasi 5 milioni, 1 ogni 12 persone

La Caritas e la Fondazione Migrantes presenta il dossier che evidenzia che in Italia vi sono quasi 5 milioni di immigrati regolari, di cui molti di seconda generazione, e che contribuiscono e non poco allo sviluppo dell'economia italiana.

"In un'Italia alle prese con un elevato e crescente ritmo di invecchiamento, dove gli ultrasessantacinquenni superano già i minori di 15 anni, gli immigrati sono un fattore di parziale riequilibrio demografico, influendo positivamente anche sulla forza lavoro", si legge nel rapporto presentato dalla Caritas Italiana e dalla Fondazione Migrantes dal titolo "Dossier 1991-2010: per una cultura dell'altro", studio ormai giunto alla 20esima edizione. In due decenni, infatti, il numero di migranti regolari in Italia (il Dossier ha preso in esame anche le persone che soggiornano regolarmente ma non ancora iscritte all'anagrafe) è aumentato di 20 volte e "l'aumento è stato di circa tre milioni di unità nel decennio e di quasi 1 milione nell'ultimo biennio", per un totale ad oggi di 4 milioni e 919mila immigrati, cioè uno ogni 12 persone. Un dato normale, visto il mondo sempre più globalizzato, ma che sembra generare sempre più "paura" e "chiusura", facendo aumentare le "reazioni negative" verso i migranti. Il rapporto evidenzia che le comunità più numerose sono quelle rumene, albanesi e marocchine e il Lazio perde il primato di accoglienza a favore della Lombardia, dove vivono il 23,2% degli immigrati. Dato importante è che i minori raggiungono quasi il milione di unità incidendo sul 13% delle nascite italiane. Inoltre circa sempre il 13% dei residenti immigrati è ormai di seconda generazione e, come sottolinea lo stesso rapporto promosso dai due organismi della Cei, parlare di "stranieri" in questo caso è "del tutto inappropriato".
Gli immigrati, inoltre, contribuiscono e non poco allo sviluppo dell'economia italiana, visto che il 10% degli occupati sono dipendenti e il 3,5% è titolare di imprese, garantendo entrate fiscali per ben 11 miliardi di euro tra tasse, IVA, contributi previdenziali ma anche pratiche di vario genere, tra cui la stessa richiesta di cittadinanza. Al 2008 le entrate derivate dagli immigrati hanno infatti inciso per l'11,1% sul PIL.

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