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Immigrati: Consulta dice sì a nozze tra irregolari e italiani

La Corte Costituzionale ha dichiarato la parziale illegittimità dell'articolo 116 del codice civile, spiegando che è incostituzionale una legge che vieta un matrimonio per il semplice fatto che una delle due parti è un immigrato irregolare.

La Corte Costituzionale ha dichiarato la parziale illegittimità dell'articolo 116 del codice civile (modificato dall'art. 1, comma 15, della legge 15 luglio 2009, n. 94), spiegando in poche parole che è incostituzionale una legge che vieta un matrimonio per il semplice fatto che una delle due parti è un immigrato irregolare. Tale norma era stata introdotta per evitare i cosiddetti matrimoni "di comodo", obbligando l'immigrato ad avere perlomeno il permesso di sogiorno se intendeva sposarsi con un italiano. La Consulta, però, sottolinea come sia "evidente che la limitazione al diritto dello straniero a contrarre matrimonio nel nostro Paese si traduce anche in una compressione del corrispondente diritto del cittadino o della cittadina italiana che tale diritto intende esercitare". "Il bilanciamento tra i vari interessi di rilievo costituzionale coinvolti - continua la Consulta - deve necessariamente tenere anche conto della posizione giuridica di chi intende, del tutto legittimamente, contrarre matrimonio con lo straniero". Insomma, tale norma va a ledere anche i diritti del cittadino italiano che indende sposarsi con un immigrato. La questione di legittimità costituzionale è stata infatti sollevata dal Tribunale di Catania, al quale si sono rivolti una cittadina italiana e un immigrato marocchino che si sono trovati di fronte ad un ufficale di Stato civile che, in base alla legge, si era rifiutato di contrarre il matrimonio.

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