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Economist: accordi con Gheddafi non risolvono immigrazione

Qualche giorno fa la Caritas denunciava il fatto che la "pressione migratoria" verso l'Italia, nonostante gli "accordi presi con la Libia dal nostro Governo" non era affatto diminuita. L'Economist sottolinea che al massimo l'invasione migratoria ha solo cambiato modalità.

Qualche giorno fa la Caritas denunciava il fatto che la "pressione migratoria" verso l'Italia, nonostante gli "accordi presi con la Libia dal nostro Governo" non era affatto diminuita.
Anche l'Istat parla di un incremento nel 2010, rispetto all'anno precendente, del 10 per cento ed a sottolineare tali dati ora c'è anche l'Economist che nel numero in uscità venerdì 13 evidenzia come non sia vero che l'invasione migratoria verso l'Italia sia stata fermata.
Nella sua rubrica "Charlemagne" il settimanale britannico sottolinea come l'immigrazione verso l'Italia, e il resto dell'Europa, abbia cambiato modalità. L'Economist ricorda come gli ingressi via mare in Italia siano comunque "un quinto del totale stimato" (stando ai dati della Caritas) e che quindi gli accordi con la Libia non possono e non hanno risolto il problema dell'immigrazione clandestina.
Come avverte la Caritas nel suo dossier, la Libia non può ricoprire il "ruolo di sentinella dell'Europa" sottolineando che non si potrà sostenere a lungo tale politica, visto che il Paese di Gheddafi "ha un ritorno economico rispetto al ruolo che ricopre".
L'Economist dal canto suo evince che "in risposta all'accordo tra Gheddafi e Berlusconi, quanti in passato tentavano di entrare in Italia, stanno ora trovando più a est il loro ingresso in Europa, prediligendo la modalità via terra invece che per mare".

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