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CIE Torino: protesta shock. Immigrati si cuciono le labbra

Una decina di immigrati tunisini nel CIE di Torino si sono cuciti le labbra con ago e filo in segno di protesta. Già nel 2004 Medici Senza Frontiere denunciava l'alto tasso di autolesionismo tra i trattenuti a causa della mancanza di diritti che spesso vige in questi centri.

Dieci immigrati rinchiusi nel CIE di Torino di Corso Brunelleschi stanno portando avanti una protesta shock che fa capire quante problematiche esistono in questi Centri di identificazione ed espulsione. I CIE sono in realtà gli ex CPT (centri di permanenza temporanea) istituiti nel 1998 all'articolo 12 della legge Turco-Napolitano, nati per ospitare gli immigrati "sottoposti a provvedimenti di espulsione e o di respingimento con accompagnamento coattivo alla frontiera". Fino ad allora mai in Italia era sorta una legge che andava a prevedere addirittura la detenzione di un individiduo a causa di un illecito amministrativo. E da allora è stato un crescendo, visto che oggi essere clandestini è diventato un vero e proprio reato.
I CIE sono stati spesso sotto accusa e il primo documento ufficiale che attesta per esempio la "mancata individuazione di livelli minimi delle prestazioni da erogare" risale al 2003 redatto dalla Corte dei Conti. Nel 2004, invece, è Medici senza Frontiere a descrivere tra le altre cose l'autolesionismo tra i trattenuti nei centri, gesti spesso concepiti per attirare l'attenzione delle autorità competenti per denunciare lo stato d'abbandono in cui versano gli immigrati rinchiusi nei CIE, esattamente come sta avvenendo a Torino.
Nella mattinata di ieri, infatti, un tunisino di 26 anni, che lamenta una situazione familiare critica nel proprio Paese, decide infatti di cucirsi con ago e filo la bocca, seguito poi da altri 3 connazionali. Oggi altri 6, tutti tunisini tranne forse uno di origine marocchina, hanno fatto la stessa cosa, mentre due immigrati hanno uno ingoiato per protesta una pila e un tagliaunghie e l'altro un accendino e un tagliaunghie, tanto da essere immediatamente ricoverati in un ospedale della città.
Il gesto di cucirsi le labbra è tanto scioccante quanto simbolico visto che, non riuscendo ad essere ascoltati, cucirsi la bocca rimane l'unico modo per rivendicare quei diritti che uno Stato democratico dovrebbe tutelare e saper ascoltare.

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