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Braccialetti identificativi agli abusivi: è un "grave esperimento"?

A Roma, a piazza di Spagna, ambulanti abusivi fermati dagli agenti municipali, ma con una "novità": un braccialetto al polso con un numero di 5 cifre. E se per alcuni si tratta di "un semplice tagliando" per altri "evoca i rastrellamenti" e quel che è peggio potrebbe rappresentare "un grave esperimento".

A Roma, nella splendida Trinità dei Monti, martedì scorso delle squadre di agenti municipali in borghese hanno "pizzicato" i "tradizionali" venditori ambulanti che, in questi luoghi come in altri, vanno a vendere le loro mercanzie, che vanno dallo "spara bolle di sapone" ai "magneti cinguettanti" senza contare gli ombrelli quando piove e, avvicinandosi l'estate, anche quelli "per il sole" (che attraversano un vero "boom" popolare). Ovviamente tra la mercanzia ci sono anche le borse, occhiali, e altri oggetti "contraffatti" la cui vendita, oltre ad essere un reato, per alcuni è anche responsabile del tracollo dell'economia italiana. La "retata" degli "abusivi" a piazza di Spagna è però diversa da azioni di repressione dell'illegalità fatte in precedenza. Questa volta gli agenti municipali non si sono limitati a "fare il verbale" e a sequestrare la merce, ma hanno applicato un braccialetto "numerico" ai malcapitati (qui le foto http://is.gd/cvM9vq). Il braccialetto assomiglia a quelli per il riconoscimento dei "neonati". Questo braccialetto, con un codice di 5 cifre, è associato alla merce sequestrata in modo che ci sia una corrispondenza "univoca" tra merce "contraffatta" ed essere umano (che poi, in questa cinica società, spesso sono considerati alla stessa stregua). Chi legge per la prima volta la notizia avrà avuto probabilmente una di queste tre reazioni: una potrebbe essere l'indifferenza, l'altra un brivido agghiacciante, l'altra ancora una soddisfazione per la novità del "braccialetto". Chi è soddisfatto dall'operazione è ad esempio Cesare Pambianchi della Confcommercio che spiega: "Quello che dovrebbe essere l'interesse di tutti è porre un freno all'escalation della contraffazione e mi sembra che l'azione delle forze dell'ordine vada in questa direzione". Su La Repubblica il Comandante dei vigili capitolini Angelo Giuliani dichiara: "Respingiamo al mittente il tentativo di strumentalizzare la vicenda del cosiddetto braccialetto. Nessun venditore abusivo è mai stato identificato con questo mezzo che, quindi, contrariamente a quanto alcuni cercano di affermare, non è un mezzo di identificazione della persona. Si tratta, invece, di un semplice tagliando che, emesso a tutela dello stesso venditore abusivo, prima delle procedure per l'identificazione personale, abbina la merce sequestrata al soggetto fermato da identificare. Si precisa che tutti i venditori abusivi fermati, dopo le opportune spiegazioni, hanno volontariamente aderito a questa pratica a loro tutela e garanzia". Il fatto che il Comandate "precisi" e "respinga al mittente" fa immaginare che, a sentire la notizia dei "braccialetti", alcuni abbiano avuto la reazione del "brivido agghiacciante". Ad esempio Andrea Alzetta, capogruppo di "Roma in Action" in consiglio comunale, descrive i braccialetti come "una trovata di pura propaganda nazista anni 30, è solo questo l'idea di mettere i bracciali identificativi ai venditori abusivi. Parlando seriamente, qualora fosse possibile, vorrei sapere quale norma giuridica consente di mettere collare e guinzaglio a chi commette un atto amministrativo". Fabio Alberti, portavoce romano della Federazione della Sinistra osserva che: "L'immagine di 64 persone etichettate come merci avariate durante il rastrellamento operato ieri dai vigili urbani del primo gruppo a piazza di Spagna desta stupore ed indignazione". Claudio Di Berardino della CGIL Lazio avverte: "Se quanto apprendiamo dalla stampa sui braccialetti messi ad alcuni immigrati fermati a Roma fosse vero, ci troveremmo di fronte ad un grave 'esperimento'". Ed è proprio la paura dell' "l'esperimento" a far venire altri brividi freddi per il prossimo futuro.

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