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Albenga: matrimonio clandestino ma solo per la Bossi-Fini

Una coppia si sposa in Chiesa e siccome per la Bossi-Fini lui, 28enne marocchino, non è in regola con il permesso di soggiorno, vi è il dubbio che si sia contratto un matrimonio solo per ottenere la cittadinanza italiana. Ma sembra un pregiudizio.

Una coppia si ama e si sposa in Chiesa, eppure questo matrimonio sembra aver suscitato parecchio clamore, forse perché il provvedimento introdotto di recente dal ministro degli Interni Roberto Maroni "prevede che gli aspiranti coniugi siano in regola con le norme sulla cittadinanza e sul soggiorno in Italia" come spiega il sindaco di Albenga, Rosy Guarnieri (Lega Nord).
Ai due neo sposi convolati a nozze ad aprile, lei 39enne cittadina di Albenga e lui 28enne marocchino, gli era stato negato il diritto di sposarsi civilmente poiché l'uomo non era in possesso del rinnovo del permesso di soggiorno, non si sa per quale motivo (quindi magari a causa dell'inefficienza burocratica).
Fatto sta che i due si rivolgono alla Chiesa e come spiega don Berto Musso, arciprete della cattedrale, subito gli è stato "risposto di no". Don Berto Musso spiega poi però: "Sono tornati una seconda e una terza volta, li abbiamo conosciuti e abbiamo capito che non si trattava di un espediente per ottenere la cittadinanza italiana e si è deciso di celebrare il matrimonio. Sono due brave persone, spero che lui trovi presto un lavoro".
Il sindaco specifica che hanno "seguito l'iter richiesto, corso prematrimoniale e altre pratiche, e sono stati sposati" e che "il matrimonio in base alla legge, è valido anche per lo Stato italiano" e che quindi "l'ufficiale di stato civile ha registrato l'atto".Non si capisce perché allora vi sia la necessità di "indagare a fondo", come conclude il sindaco di Albenga.

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