le notizie che fanno testo, dal 2010

Naufragio migranti 2015 con 700 morti: 18 anni al "capitano" del barcone

Condannato a 18 anni di carcere tunisino Moahmed Alì Malek, considerato il "capitano" del barcone naufragato al largo della Libia con 700 migranti, tutti morti tranne 28. Cinque anni di reclusionee invece al secondo scafista.

Condannati i due presunti scafisti del drammatico naufragio avvenuto il 18 aprile 2015 al largo della Libia in cui morirono oltre 700 migranti. Il gup di Catania ha infatti inflitto una pena di 18 anni di carcere al "capitano" tunisino Moahmed Alì Malek e di 5 anni per il suo "secondo" Mahmud Bikhit, siriano.

I due imputati, giudicati col rito abbreviato, sono stati ritenuti colpevoli del reato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. A Malek sono stati contestati inoltre l'omicidio colposo plurimo e il naufragio.

Il giudice ha accolto anche la richiesta dei pubblici ministeri che avevano chiesto un risarcimento da tre milioni, che il gup ha invece portato a dieci. E' evidente però che nessuno dei due imputati sarà in grado di risarcire i familiari delle vittime del naufragio.

Malek, così come Bikhit, si è sempre dichiartato innocente e poco prima che si riunisse la Camera di Consiglio ha ribadito: "Sono stato due anni e mezzo in Italia e ho un figlio piccolo avuto con un'italiana: la voglio sposare e voglio riconoscere il bambino. E' la verità. L'ho sempre detta, così come ho subito fatto il mio nome e affermato che ero un passeggero".

© riproduzione riservata | online: | update: 13/12/2016

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE:

social foto
Naufragio migranti 2015 con 700 morti: 18 anni al "capitano" del barcone
Mainfatti, le notizie che fanno testo
Questo sito utilizza cookie di terze parti: cliccando su 'chiudi', proseguendo la navigazione, effettuando lo scroll della pagina o altro tipo di interazione col sito, acconsenti all'uso dei cookie. Per saperne di piu' o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie fai clickQUICHIUDI