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Sale: sì ma "cum grano salis". Italiani a rischio infarto e ictus

Il consumo di sale degli italiani è a livelli record in Europa. La conseguenza di questa abitudine da "capra" si paga a caro prezzo con possibili gravi conseguenze per la salute. Diminuire il sale significa migliorare funzionalità di cuore, rene, e aumentare la "resistenza delle ossa".

Uno dei fattori che mettono più in pericolo la salute dei cittadini italiani, anche se, paradossalmente, in presenza di diete impeccabili e di esercizio fisico, continua ad essere il consumo eccessivo di sale da cucina, utilizzato sempre di più come "esaltatore del gusto" specie negli alimenti confezionati. Il sale, come continuano a rimarcare gli esperti, può essere un pericoloso killer del nostro benessere dato che ormai, della sua assunzione, soprattutto nel nostro Paese, sembra non esserci più nessun "autocontrollo". Ultimo ricercatore in ordine di tempo a lanciare l'allarme "cloruro di sodio" (ovvero il comune sale da cucina) è un professore italiano che lavora alla Warwick University in Gran Bretagna, dato che gli italiani ormai consumano la bellezza di 11 grammi al giorno di sale. La quantità di cloruro di sodio consumato ogni giorno arriva quindi alla dose di circa due cucchiaini da caffé, un dato davvero preoccupante per la salute. Il professor Cappuccio avvisa dei pericoli di questo consumo eccessivo di sale spiegando che la riduzione da 11 a 3 grammi al giorno significherebbe prevenire ben 8mila morti per ictus e fino a 12mila per infarto in un anno: "solo il 20% del sale assunto è un vero e proprio condimento, l'80% arriva a casa direttamente con gli alimenti in scatola, gli snack, le patatine" sottolinea Cappuccio. Il consumo di sale in Italia è talmente preoccupante che alcuni panificatori cominciano a ridurre il cloruro di sodio negli impasti. Ricordiamo a questo proposito l'iniziativa dell'Unione Regionale Panificatori Lombardia dello scorso febbraio: "Con meno sale nel pane c'è più gusto...e guadagni in salute". L'iniziativa era promossa promossa dal Ministero della Salute "nell'ottica di contrastare l'insorgere delle malattie cardiovascolari come infarto e ictus". Il "manifesto" dei panificatori lombardi riportava una nota del Ministero che sul sale spiegava: "il sale favorisce l'aumento della pressione arteriosa, principale causa di infarto e di ictus. Abituarsi gradualmente a consumare meno sale ha un effetto positivo sulla salute perché riduce la pressione arteriosa, migliora la funzionalità di cuore, vasi sanguigni e rene, aumenta la resistenza delle ossa".

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