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Ictus: ma è una malattia del sangue?

Secondo una ricerca gli italiani non sanno che cosa sia l'Ictus e lo associano ad una "malattia del sangue" o a una "patologia cronica della terza età". Eppure l'Ictus colpisce 660 persone al giorno.

Sanno tutto su iPod e iPad (soprattutto quanto costano), su parrucchieri e cibi alla moda ma per quanto riguarda la cultura generale, soprattutto medica, gli italiani vedono nero.
Secondo una statistica realizzata dal Censis, dal dipartimento di Scienze neurologiche dell'Università di Firenze e all'Associazione per la lotta all'Ictus Cerebrale (www.aliceitalia.org), anticipata dal Corriere della Sera, la metà degli italiani non sanno che cosa significhi l'Ictus. Difatti il 14 per cento lo definisce "una malattia del sangue" e più dell'11 per cento pensa che sia "una patologia cronica della terza età".
Eppure una volta, forse complice la messa in latino, si intuiva che l'"ictus" era il "colpo", proprio quello che di solito veniva augurato "simpaticamente" ai nemici. Anche chi aveva delle elementari nozioni di musica alle medie oppure di metrica poetica (o di latino e greco) sapeva che l' "ictus" rappresenta l'accento forte della battuta.
Oggi invece il minimo di cultura per non vergognarsi non esiste più e di questa patologia, che colpisce in Italia 660 pazienti al giorno, non si sa praticamente niente.
Oggi 29 Ottobre, Giornata Mondiale contro l'Ictus Cerebrale (World Stroke Day), è l'occasione per farsi una piccola cultura andando a visitare il sito dell'Associazione per la Lotta all'Ictus Cerebrale e le iniziative che propone in molte città d'Italia (http://tinyurl.com/32mqedl).
La locandina di ALICe parla chiaro: "1 ogni 6, oggi in Italia 660 persone avranno un Ictus...1 di loro potresti essere TU". Speriamo di no.

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