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Ictus: la curcumina ripara i danni dello "stroke"?

La curcuma, o meglio un suo derivato "da laboratorio", sarebbe in grado di "riparare" le cellule dopo l'ictus. Questa è in sintesi la ricerca che è stata presentata a Los Angeles. Molte speranze per un farmaco che favorisca la sopravvivenza neuronale dopo l'ictus.

Chi è appassionato di cucina indiana conosce bene l'aroma della curcuma non solo in polvere (magari dentro il curry) ma anche fresca, con il suo colore arancione vivo.
Come tutte le spezie della tradizione anche la curcuma ha effetti benefici precisi sull'organismo noti da millenni e che lentamente, anche la medicina "moderna", quella dei farmaci prodotti dalle industrie, riscopre e "reinventa" grazie alle sue ricerche.
La curcuma è da sempre conosciuta nella tradizione come depuratore del fegato e della vie biliari in genere, per la sua azione antinfiammatoria e più recentemente come antiossidante e come aiuto nella riduzione del colesterolo del sangue.
Ma c'è una proprietà in più scoperta proprio nella curcuma, che aiuterebbe a "riparare" le conseguenze di un ictus.
Durante la conferenza internazionale Stroke Conference 2011 di Los Angeles organizzata dalla celebre American Stroke Association, i ricercatori del prestigioso Cedars-Sinai Medical Center di Los Angeles capitanati da Paul Lapchak avrebbero scoperto che la "curcumina" (naturalmente modificata in laboratorio) se somministrata entro quattro ore dell'ictus, pare che ristabilirsca "i segnali cellulari che stimolano l'ossigenazione dei vasi sanguigni" e ciò pare che eviti i danni "iniziali" che sono tipici dello "stroke", anzi, sembra che in qualche modo "ripari" i danni dell'ictus.
Ovviamente queste ricerche sono solamente "esperimenti" di laboratorio e per ora non sono stati testati sull'uomo. Chi ha potuto "beneficiare" di questa curcumina modificata da Lapchak e assistenti sono stati dei docili conigli a cui è stato provocato un ictus.
Lo studio è stato pubblicato sul "Journal of Neurochemistry" e si chiama "Delayed treatment with a novel neurotrophic compound reduces behavioral deficits in rabbit ischemic stroke" (http://is.gd/wXv6U8).

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