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iPhone, tracciamento degli utenti: la paura del Grande Fratello

Apple nel 1984 lanciava uno spot contro il Grande Fratello per la presentazione del Macintosh, oggi si ritrova nel pieno delle polemiche per iPhone e iPad che "tracciano" gli utenti. Ma le informazioni arriverebbero a Apple solo in modo "anonimo" come rassicura Steve Jobs.

La "scoperta" di Alasdair Allan e Pete Warden di come il sistema operativo iOS 4.0 di Apple "conservi" le informazioni di geolocalizzazione su iPhone e iPad, hanno scatenato un mare di polemiche in tutto il mondo tra gli utenti della Mela, qualcuno dei quali, negli Stati Uniti, sembra abbia già deciso di promuovere delle azioni legali. I due ricercatori inglesi hanno osservato che il file che "registra" la "geolocalizzazione" dell'utente conterrebbe orari e coordinate degli spostamenti fino a circa un anno di tempo. La scoperta ha portato in evidenza al "grande pubblico" quanto sia fragile la "privacy" del mondo 2.0 e quanto questa parola inglese, per noi italiani, equivalga sostanzialmente alla parola "intimità", prima che ad un concetto astratto. Il fatto che il proprio telefono possa serbare una "serpe in seno" sottoforma di database, dove un familiare (con molta facilità, magari con iPhone Tracker http://is.gd/R7ZBU5) potrebbe "leggere la vita" (e i suoi spostamenti) nell'arco di un anno, turba molto di più del pericolo del Grande Fratello, perennemente all'ascolto. La paura della Grande Moglie (o del Grande Marito) è molto più forte. Le domande degli utenti nei confronti di Apple sono molte, a cominciare dal dubbio se l'azienda di Steve Jobs usi o meno questi dati, che sarebbero una vera e propria miniera "comportamentale" e di "profilazione" se incrociata con altri elementi. Apple cerca di rispondere alle critiche negando nettamente di usare questi in correlazione con l'identità del possessore dell'iPhone (o iPad). Apple rassicura che i dati della "geolocalizzazione" sono trasmessi ad Apple in formato assolutamente anonimo e per motivi squisitamente tecnici. "Apple non rintraccia la posizione geografica degli iPhone. Non l'ha mai fatto e non prevede di farlo in futuro" dichiara l'azienda di Cupertino e specifica che: "Poter fornire agli utenti mobili informazioni accurate e rapide sulla posizione geografica proteggendone al contempo la sicurezza e la privacy ha sollevato non poche questioni di natura tecnica alquanto complesse, difficili da spiegare in poche parole. Gli utenti sono confusi, in parte perché ad oggi i creatori di questa nuova tecnologia (Apple inclusa) non hanno fornito spiegazioni esaustive su queste questioni". Certo è paradossale che l'azienda di Steve Jobs, che nel 1984 lanciò il Macintosh, si trovi sospettata di "tracciamento". Fu paradossalmente proprio Apple, durante il Super Bowl del 22 Gennaio 1984, a rivendicare la libertà degli utenti, con uno spot, firmato Ridley Scott, che segnava la fine del "controllo" in stile PC IBM. "On January 24th, Apple Computer will introduce Macintosh. And you'll see why 1984 won't be like '1984'", diceva lo spot di Apple. Ma nel 2011 forse ci sarà bisogno di un nuovo spot.

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