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iPhone 5s: Apple nell'"infinite loop" dell'obsolescenza programmata?

Il giornale in lingua cinese "Commercial Times" scrive che sarebbe imminente la produzione di prova dell'iPhone 5s. Un rumors per molti, un segnale preoccupante per altri, che si domandano: il pianeta Terra può permettersi un nuovo modello di "iPhone X" all'anno?

La Cina è la fabbrica del mondo "occidentale globale" e se qualcosa è in costruzione, sicuramente lo sanno per primi. Chiaramente in Cina non si parla molto liberamente dato che, secondo la classifica mondiale sulla libertà di stampa 2012 stilata dalla Freedom House, il Paese è al 187esimo posto e considerato "Not Free" (l'Italia è "Partly Free" e sta in un vergognoso 70esimo posto). Ma le notizie quando devono viaggiare viaggiano, soprattutto quando in pentola bolle un'altro (l'ennesimo) Apple iPhone. Il ben informato Digitimes informa che nel giornale in lingua cinese "Commercial Times" si leggerebbe di una Apple pronta per iniziare la produzione di prova di "una nuova versione dell'iPhone 5 o dell'iPhone 5s nel mese di dicembre con volumi di produzione iniziali da 50mila a 100mila unità". Il giornale cinese rivelerebbe che i ritardi nella produzione massiva dell'iPhone 5 avrebbe portato Apple a velocizzare la certificazione per le relative parti e componenti necessarie alla manifattura dell'iPhone 5s. Insomma, meglio iniziare prima che trovarsi con problemi di produzione dopo il lancio, sembrerebbe di capire nemmeno tanto tra le righe. Questo inizio della "trial production" significherebbe un lancio relativamente vicino di quel iPhone "modello S" che ormai ci si aspetta come "tradizione post novità" di Cupertino.

Il "Commercial Times" cinese ipotizza quindi che l'iPhone 5s dovrebbe entrare in produzione nel primo trimestre del 2012. Vista l'ormai "assenza di sorprese" che la gestione di Tim Cook sta regalando ad Apple e ai suoi fan, questi rumors su iPhone 5s potrebbero anche essere "credibili", anche in relazione alle voci che vogliono uno iOS 7 versus Android 5.0, e cioè, in termini hardware, un iPhone 5s versus Samsung Galaxy S4. Un iPhone 5s in primavera quindi? Se così fosse, potrebbe pensare qualche ex fan di vecchia data, quando i Mac erano tendenti ad un bel beige "per (eleganti) addetti ai lavori (creativi)", Cupertino potrebbe essere davvero entrata nel "loop infinito" (come la famosa One Infinite Loop del suo quartier generale) dell'obsolescenza programmata. Brooks Stevens, designer statunitense che ha coniato il termine nel 1954 (anzi, portato al grande pubblico, dato che la primogenitura va senz'altro a Bernard London nel 1932) intende l'obsolescenza programmata (o pianificata), come sintetizza Wikipedia Italia "come l'instillare nell'acquirente il desiderio di comprare qualcosa di un po' più nuovo, un po' migliore e un po' prima di quanto non fosse necessario".

Ma non si pensi a Stevens come un paladino della decrescita, perché come precisa Wikipedia, il designer americano intendeva questo: "Piuttosto che creare manufatti poveri che sarebbero stati sostituiti in breve tempo l'idea di Stevens era di progettare prodotti sempre nuovi che utilizzassero le moderne tecnologie, e generassero nuovi gusti e necessità. Nella sua ottica l'obsolescenza pianificata serviva a far girare la ruota della produzione e del consumo a pieno regime". Stevens pensava che questo fosse un bene, per la sua epoca, pensando che i prodotti "vecchi" sarebbero poi finiti nel circuito di "seconda mano", non pensava che l'obsolescenza pianificata potesse portare a montagne di rifiuti e al depauperamento delle risorse ambientali. In quest'ottica ogni nuovo prodotto industriale di massa non dovrebbe mai prescindere dall'economia globale delle risorse ambientali, e non solo delle "risorse finanziarie" dei suoi possibili clienti.

Sono stati gli Amici della Terra francesi a sottolineare l'"aspetto ambientale" in occasione del lancio dell'iPhone 5 ritenendo che la sesta generazione di iPhone rappresenti non solo "l'obsolescenza programmata in serie" ma l'imposizione "ai suoi clienti, partner e ai produttori di accessori di un nuovo accordo" dato che, osservano sempre gli ambientalisti "il design di iPhone 5 segna una rottura con i modelli precedenti: il nuovo caricatore di iPhone 5 sarà incompatibile con i 183 milioni di iPhone, 73 milioni di iPad e 275 milioni di iPod venduti in tutto il mondo". Camille Lecomte degli Amici della Terra francesi affermava riguardo ad Apple durante il lancio di iPhone 5: "Le risorse naturali sono in esaurimento e Apple, l'azienda con la più alta capitalizzazione in Borsa della storia degli Stati Uniti, ancora una volta, permette ancora una volta lo spreco per vendere di più e rendere i consumatori sempre più dipendenti". E allora il mondo ha davvero bisogno di un iPhone 5s? O meglio, il pianeta Terra può permettersi un nuovo modello di "iPhone" X all'anno?

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