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iPhone 4s: record di vendite. E' la "reliquia digitale" di San Jobs

Di Steve Jobs si parla di "testamento spirituale", di "tributo postumo", di "eredità creativa". Si fanno le file in tutto il mondo per lasciare di fronte agli Apple Store mele morsicate, bumper, gusci di iPhone, si mostrano candele con lo schermo dell'iPad. E la risonanza magnetica di Lindstrom parla chiaro.

Steve Jobs è sulla bocca di tutti, anche di chi non sapeva bene chi fosse e pensa che il suo smartphone si chiami "lifon". Dopo la sua dipartita Jobs è quasi diventato un "santo laico", una sorta di "guru" accettato come tale da tutti, la cui luce è ricevuta dai più disparati gruppi sociali, oltre "la destra e la sinistra", tanto che si sente la necessità impellente di concludere relazioni, congressi, tesi di laurea, temi del liceo, articoli di giornale, manifesti politici ed "elettorali", con la celebre frase del suo discorso del 2005 "stay foolish, stay hungry" ovvero "siate folli siate affamati", considerato dagli agiografi come il "testamento spirituale" del maestro di Cupertino. Questo "stay foolish, stay hungry" pare ora come una frase carica di saggezza assoluta, come se fosse la formula definitiva dell'"Overself" portata da Paul Brunton dopo essere stato ospite del Maharaja di Mysore in India. Eppure le parole di Steve Jobs ricordano, a qualche mente maliziosa, i concetti che un altro mirabile capitano d'industria, il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, diceva qualche anno fa nei suoi discorsi ispirati all'"Elogio della Follia" di Erasmo da Rotterdam. Per altri le parole di Steve Jobs, potrebbero essere una sintesi convincente di ciò che spinge milioni di persone a comprare ogni novità uscita dalle fabriche hi-tech della Mela. Non c'è dubbio comunque che nella religione laica del consumismo, un "santo" possa davvero avere degli effetti "taumaturgici" sui bilanci delle aziende che, altrimenti, rischierebbero una caduta in borsa. E così i lumini del marketing non si spengono. E l' home page di apple.com rimane con "Steve Jobs 1955-2001" in copertina. L'effetto "postumo" lo si vedrà in questo weekend, osservano gli analisti. E il miracolo è già avvenuto: quell'iPhone 4s, il modello che aveva già "deluso" il giorno dopo la presentazione di Tim Cook, solo per il fatto di non essere un "iPhone 5" (http://is.gd/Wcnkf1), è divenuto, sempre in fil di metafora, la "reliqua digitale" di Steve Jobs. Anzi di "San Jobs". Quell'immagine di un "fedele", mandata su tutti i broadcast del mondo, che brandiva lo schermo di un'iPad 2 che proiettava una candela accesa su sfondo nero, non può che corroborare questa impressione "religiosa". Un immagine tra "Videodrome" di David Cronenberg e "Fino alla fine del mondo" di Wim Wenders, potrebbe osservare qualcuno. Emblematiche poi le parole di Ryosuke Ishinabe, 24 anni che, come si legge da una "breve" del Corriere della Sera (http://is.gd/g5Qfpf), "si è accampato per tre giorni e tre notti davanti al negozio di Apple dove sono stati depositati cumuli di mele e fiori" e che afferma da Tokyo: "Non ho mai fatto la fila nella mia vita per comprare qualcosa. Ma mi sono sentito obbligato, perché questa volta Steve Jobs è morto e che questo telefono è la sua creazione postuma". Una "fedeltà" che per gli analisti porterà Apple a raggiungere un record di vendite per l'iPhone 4s, con 2 milioni di pezzi consegnati per il weekend. I preordini in tutto il mondo, secondo altre stime, ormai ammontano a circa dieci milioni di iPhone 4s. Per questo motivo le file davanti agli Apple Store del mondo sono più da considerarsi "votive" ed in omaggio al guru scomparso che alla paura di non trovare il nuovo iPhone sugli scaffali. L'iPhone 4s sarà quindi alla stregua di una "reliquia digitale" di Steve Jobs? Di certo fa pensare l'articolo pubblicato qualche giorno fa sul New York Times di Martin Lindstrom, autore dell'emblematico libro "Brandwashed: Tricks Companies Use to Manipulate Our Minds and Persuade Us to Buy" (http://is.gd/jyN25P). Nell'articolo si parlava di "amore" per l'iPhone da parte del consumatore, non di "dipendenza". Martin Lindstrom spiegava come nella sua ricerca, grazie all'ausilio della risonanza magnetica funzionale (fMRI, functional Magnetic Resonance Imaging), aveva scoperto che mostrare immagini legate a marchi come Apple o Harley Davidson, ha come risultato la produzione di attività cerebrali simili ai fedeli che guardano i grani del rosario o una foto del Papa.

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