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IPhone: cibo bio? Radiazioni? Elettrosmog? Arriva il Tricorder Lapka

L'iPhone a Natale potrebbe avere Lapka, una periferica che misura la "qualità ambientale" intesa come presenza di radiazioni, umidità nell'aria, nitrati nei cibi e acqua (funzione già "mistificata" in "Lapka riconosce i cibi bio" da i "non bio"), e presenza di elettrosmog (EMF). Ma non è un Tricorder, perché a leggerlo non c'è il dottor Spock.

Gli iPhone e sostanzialmente tutti gli smartphone sono ormai entrati nella vita di milioni di persone e, con loro, una miriade di "app" e di "periferiche". Se queste ultime di solito si fermano ad un amplificatore audio su cui si "innesta" l'iPhone et similia, ne arriveranno altre senz'altro più originali anche se i pochi "intellettuali" rimasti le giudicheranno come "niente di nuovo" o come semplicemente "noiose". La periferica per iPhone di cui tutti già parlano ma che pochi hanno tenuto in mano, si chiama Lapka, e sarà venduta a circa 220 dollari il prossimo dicembre, giusto prima di Natale. In realtà Lapka è un "insieme" di periferiche che consiste in dei "cubetti e parallelepipedi" di legno e plastica color avorio, collegati tramite un cavo all'iPhone, che in realtà nascondono dei "sensori" per misurare "le qualità nascoste dell'ambiente in cui vivi" come si legge dal sito ufficiale di Lapka (corredato ovviamente di pochissime scritte e di molte foto). Con un parallelepipedo di Lapka si potranno misurare le radiazioni nell'ambiente; con un due cubetti sovrapposti si potranno misurare quanto un cibo è "bio" (in realtà "organic" in inglese); un altro sensore servirà per misurare i campi elettromagnetici (EMF) nell'ambiente; e ultimo ma non meno importante, con un altro "cubetto" si misurerà l'umidità ambientale. Il direttore creativo di Lapka Vadik Marmeladov specifica con orgoglio un po' gregario che il design è ovviamente mutuato dalla "filosofia Apple" e così sarà anche l'interfaccia della App che rivelerà ciò che i trasduttori cattureranno dall'ambiente. L'app di Lapka per iPhone non dirà "precisamente" i dati "grezzi", a quanto pare, ma si limiterà a iconcine che diranno "livello accettabile" "ok" o qualcosa di simile. Insomma dei bottoni belli grossi e glossy glossy, quasi "onomatopeici" come li definiva Ernest Kattens per la loro "chiassosità grafica", e poche informazioni "sostanziali". Perché Lapka non è e non vuole certo essere un Tricorder per il fatto che a leggere lo schermo non c'è il dottor Spock di Star Trek. Dietro ad un iPhone mediamente c'è un normalissimo citadino analfabeta funzionale, analfabeta informatico e vittima di tittytainment, che Lapka lo comprerà a Natale perché sarà "di moda" e perché ha letto ovunque che "il sensore riconoscerà il cibo bio". In realtà per chiarezza, Lapka non potrà mai riconoscere un "cibo biologico" e "Bio" da un cibo "non bio" perché il suo sensore è un mero trasduttore (e chissà come tarato!) che rileva forti quantità di "nitriti" spia, secondo Vadik Marmeladov, dei "fertilizzanti" industriali. Così come un controsenso di cui probabilmente le associazioni che si occupano di elettrosmog e i malati di elettrosensibilità sorrideranno (amaramente), è il fatto che un sensore di Lapka si occuperà di verificare l'elettrosmog ambientale tramite un iPhone! Una sorta di paradosso perché ovunque c'è uno smarthpone acceso, che magari in Wi-Fi comunica con delle periferiche o si collega ad internet o alle celle telefoniche, c'è elettrosmog. Ma già qualcuno si immagina che sul monitor apparirà, con una bella icona, il dato "accettabile". E magari anche alla Stazione di Tokyo le radiazioni saranno "ok". E solo pochi a questo punto vorranno urlare "Beam me up, Scotty".

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