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IPhone 6s? Apple chiamatelo iPhone 7 perché 6s è il nostro "successo"

Il 9 settembre Tim Cook presenterà all'Apple event l'iPhone 6s e non l'iPhone 7, questo secondo i rumors vicini all'azienda di Cupertino. Ma c'è talmente tanta voglia di iPhone 7 che qualcuno ha già in mano fantomatici prezzi, caratteristiche e date di uscita. Ma c'è un motivo più serio perché Apple debba chiamare l'iPhone 6s iPhone 7: un'azienda di marketing che si chiama "6S", come success, come "i would die 4 U".

E' una vecchia storia del marketing informatico (e non): la release maggiore vale più di una "punto qualcosa". In altre parole per l'utonto è sempre meglio avere un prodotto che si chiama 10 che 9.4. La cifra tonda significa progresso, novità e sgombra la mente da quella sensazione per cui sembra che alla 9.7 manchino 0.3 subrelease per essere veramente definitiva. E vincente. Ecco perché per l'Apple event che Tim Cook, CEO di Apple, terrà il 9 settembre al Graham Civic Auditorium di San Francisco si è timidi nel parlare di iPhone 6s o Iphone 6s plus mentre ci si gonfia il petto digitale nel parlare di iPHONE SETTETE. Nel web statunitense, dove i blogger e i giornalisti hanno un pubblico che non vanta l'80 per cento di analfabeti funzionali (e anche un'etica dettata dalla quasi intoccabile libertà di stampa ed opinione) non ci si arrischia però a dare per certo che "Tim Cook presenterà l'iPhone 7 il 9 settembre a San Francisco" tanto per strappare visite e accessi facili.

Diversa la situazione qui in Italia, dove nella giungla del web non è raro trovare sui siti non solo il prezzo dell'iPhone 7 ma anche la sua data di uscita, tutte le caratteristiche tecniche ed il periodo di consegna in Italia. Manca solamente l'iPhone 7 con dentro il mattone (ma sottile sottile) per le strade e l'Italia si riconferma sempre più avanti (per usare un renzismo). Psicologicamente è chiaro che il web italiano (anche nei grandissimi quotidiani) preferisca parlare solamente di un fantomatico iPhone 7 e non citi nemmeno la possibilità dell'iPhone 6s o dell'iPhone 6s plus. E' infatti comprensibile che l'hipster de noantri (target preferito), con la sua bicicletta a scatto fisso e il barbone affilato al vinilpirrolidone con un tocco di vinilacetato, abbia la smania di avere nel taschino (a prova di elettrosmog coronarico) un iPhone 7 più che un mero 6s. 7 fa più hip e anche molto più pop ed è anche un disco di musica classica di Tony Banks (ma l'hipster questo non lo sa, naturalmente).

Ma se 6s significasse invece "successo"? L'hipster ci ripenserebbe? Insomma "successo" quello che tutti cercano, il successo, che nell'inglese ciancicato di Prince and The Revolution (ricordate "i would die 4 U"?) si può anche scarabocchiare proprio come 6s (pronunciatelo come Oscar Farinetti: 6 S, six ess, suxess!). Ed è proprio questa la storia del nostro articolo, la vicenda di uno strano cartellone mobile (insomma, pubblicità dinamica, si diceva una volta) che davanti al tempio di Apple a New York (cioè l'Apple Store in New York City) ha attirato lo sguardo dei passanti (e delle loro telefono-fotocamere) per la scritta gigante: "Dear Apple, Please call it the iPhone 7. Sincerely, 6S Marketing". Segue l'hashtag di ordinanza #WeAre6S.

Non si tratta ovviamente di uno scherzo coreano di Samsung ma di una riuscita micro-campagna pubblicitaria "emiparassita" (l'hipster direbbe virale, con sulle labbra il suo herpes) di una azienda di marketing chiamata appunto "6S" che rivendica il diritto al proprio posto nella società dell'informazione. In una lettera ad Apple firmata da Chris Breikss (che di "s" ne ha già tante), l'azienda in questione dopo una captatio benevolentiae in ginocchio ("Volevo iniziare dicendo che siamo grandi fan, il nostro ufficio ospita un gruppo di utenti di lunga data di iPhone. Siamo devoti di iMessagers e incrollabili sostenitori Siri") va subito al sodo: "Siamo super-entusiasti del lancio imminente del vostro prossimo iPhone, e abbiamo sentito i rumors che lo chiamerete 'iPhone 6S'. Vorremmo invitarvi a ripensarci". Il nome iPhone 6s va infatti a cozzare con la storia sentimentale che ha dato proprio nome all'azienda di Breikss (rinotare le "ss").

Ora l'hipster che sta leggendo (con fatica) quest'articolo (perché la sua bicicletta è imbottigliata da una Komatsu D575A al semaforo), può facilmente richiamare alla memoria un telefilm 'mericano standard di cui si ciba e si è molto cibato in gioventù. Potrà traslarlo (l'iPhone 6 del taschino serve appunto anche a cercare parole come "traslare") nella sua memoria visiva facendolo coincidere con questo pezzo della lettera di "6s": "Vedete, il nome della nostra società è 6S Marketing, ma i nostri clienti, amici e colleghi semplicemente si riferiscono a noi come la buona vecchia '6S'. E' un piccolo nome, ma una grande parte della nostra identità, quella che abbiamo usato a partire dal 2000, quando abbiamo dato vita a questa azienda nel mio piccolo appartamento". Continua Chris Breikss: "La ragione per cui abbiamo scelto il nome '6S' è perché suona come 'successo' (capito?). La storia è breve, così forse possiamo prendere in prestito altri sei (aridaje, sic) secondi del tuo tempo (il tempo sarebbe quello di zio Tim Cook, ndr)".

Della breve storia questa è la parte più americana e telefilmosa per l'hipster: "Tutto è iniziato il periodo di Natale del 1989, quando avevo 12 anni. Eravamo su una vacanza in famiglia alle Hawaii (e là ci sono i "5-O", i "Five-O", è una coincidenza?, ndr) e mio padre, Peter Breikss (anche lui con le "ss", ndr), ha avuto l'idea di guidare su per il vulcano Haleakala per vedere l'alba. Questo significa che ci siamo svegliati alle 5:00 per guidare sulla Haleakala Highway". E qui viene l'epifania che dovrebbe commuovere Apple: "Per tutto questo tempo, siamo stati dietro una Mercedes-Benz con la targa "SSS SSS". (oddio, ndr). Abbiamo cercato di indovinare quale fosse il significato dietro quella targa (oltre a suonare come un sibilo di un serpente). Ma dopo qualche riflessione, mio padre ha capito che le sei S suonavano come "successi" e, dato che la macchina era una Mercedes, forse la targa si riferiva proprio a questo!". E se dentro la Mercedes ci fosse stato Wo Fat?

Segue poi un pistolotto sugli inizi garagistici dela società (roba che qui in Italia è vietata dalla legge, dalla tradizione, dall'invidia dei vicini e dalla criminalità organizzata) per poi concludere in gloria: "Stiamo celebrando il nostro 15esimo anno come azienda a novembre. Il nostro team è piccolo ma gagliardo - 35 persone che lavorano duro con uffici a New York, Toronto, e Vancouver. Stiamo usando l'hashtag #WeAre6S per evidenziare la cultura unica e divertente della nostra compagnia". Conclude quindi Breikss: "Abbiamo voluto ritagliare un po'di spazio nel mondo per la storia della nostra azienda, e abbiamo pensato che questo fosse un modo divertente per raccontare la nostra storia e ciò che '6S' significa per noi. (Ci sarebbe voluta una lettera aperta sul New York Times, ma i cartelloni si adattano un po' meglio al nostro budget). Sperando che questo messaggio possa raggiungervi in tempo e ci ripensiate lasciando il '6S' agli originali". Rinuncerà Tim Cook a chiamare "6s" il nuovo iPhone per battezzarlo direttamente iPhone 7? Se Chris Breikss vincerà, in tal caso prezzo, come dove quando esce, caratteristiche tecniche, lancio in Italia e durata della batteria dell'iPhone 7 (anche quello col mattone) è già da un pezzo sul web italiano.

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