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FBI sblocca iPhone clonando suo disco rigido? Ad autodistruggersi solo Apple

Edward Snowden l'aveva detto che la FBI poteva sbloccare l'iPhone anche senza l'aiuto di Apple ed infatti, puntualmente, questo è avvenuto. Ora è Apple che chiede alla FBI di rivelare il metodo usato per hackerare l'iPhone ma il governo potrebbe classificare il tutto. Finora, l'unica cosa che si sta autodistruggendo è la campagna di marketing per la difesa della privacy degli utenti portata avanti da Cupertino.

Edward Snowden l'aveva detto che l'affermazione della FBI di non riuscire a sbloccare l'iPhone 5c di uno degli aggressori di San Bernardino senza l'aiuto della Apple era una "cavolata" (leggi bullshit). Ed infatti, senza neanche troppa sorpresa, il Dipartimento di Giustizia americano annuncia lunedì di aver trovato un modo per sbloccare l'iPhone (sistema operativo iOS 9) senza l'intervento di Cupertino. Anche se la FBI ha fatto credere, e la Apple di questo si è gonfiata il petto, che gli iPhone erano inviolabili il recente hackeraggio pone delle serie domande sulla reale sicurezza dei melafonini, come sbandierata da Cupertino.

Il Dipartimento di Giustizia non ha chiarito come sia riuscito a penetrare nello smartphone bloccato (da notare che la sicurissima password è composta appena da 4 caratteri) ma ha spiegato che la scorsa settimana una terza parte si era fatta avanti con la FBI assicurando che era in grado di sbloccare l'iPhone crittografato e protetto dalla funzione di auto-cancellazione dei dati dopo 10 tentativi di accesso falliti. Non è chiaro se questa terza parte sia un hacker o una società di sicurezza informatica (c'è chi ipotizza israeliana).

Dopo aver negato aiuto alla FBI, la Apple ora si trova dall'altra parte della barricata (hortus conclusus) e chiede al Dipartimento di Giustizia di fornire ogni indicazione utile a correggere eventuali punti deboli e vulnerabilità dell'iPhone. Il governo però potrebbe classificare il metodo, che ovviamente potrebbe essere applicato a molti altri modelli del melafonino.

Il metodo potrebbe essere altresì banale in quanto la società che ha sbloccato l'iPhone che era in modalità di autodistruzione molto probabilmente non ha fatto altro che (semplificando al massimo) clonare fisicamente il disco rigido dell'iPhone (quello totalmente criptato), copiare l'intero contenuto su una macchina virtuale e provare con la "forza bruta" tutte quante le combinazioni dei 4 caratteri. Ogni volta che l'iPhone emulato si autodistruggeva, sempre semplificando al massimo, veniva ricaricato il clone originale per ritentare l'operazione.

La Apple assicura comunque che "continuerà ad aumentare la sicurezza" dei suoi prodotti contro "le minacce e gli attacchi informatici" promettendo che la protezione dei dati sarà sempre più sofisticata (magari aumentando da 4 a 5 il codice utente super sicuro). Ma ormai la campagna di marketing per la difesa della privacy degli utenti (e no!, come ripeterebbe Ermes Cassiodoro) potrebbe rivelarsi un boomerang per Tim Cook e la sua multinazionale dato che finora l'unica cosa che si sta autodistruggendo realmente è l'idea di un iPhone inviolabile e assolutamente sicuro.

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