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Cina: la Foxconn aumenta i salari

Dopo gli ultimi suicidi, la Foxconn che produce tra gli altri i pezzi dell'iPhone in Cina, annuncia che aumenterà i salari del 20%. Alle famiglie delle vittime circa 12mila euro come risarcimento.

iPhone continua a fare notizia per la scia di suicidi che si trascina dalla Foxconn, in Cina.
Se prima erano le scarpe ed i palloni i simboli dello sfruttamento del lavoro in oriente, oggi sono sicuramente i gadgets così amati e adulati dal mondo globish. Risale infatti solamente a giovedì scorso alla Foxconn, il produttore di "pezzi" di iPhone a Shenzhen in Cina, la notizia di un altro tentativo di suicidio nella società. Foxconn impiega più di 400.000 persone a Shenzhen e gli stipendi base sono di circa 100 euro al mese. Questa società (che lavora anche per altri colossi dell'informatica quali Dell, Sony, Nokia e HP) è osservata speciale della comunità internazionale per quanto riguarda le condizioni di lavoro che offre ai dipendenti nelle fabbriche.
Raggiunto il numero di 10 lavoratori suicidi dall'inizio dell'anno, Foxconn (che è il più grande produttore di apparecchiature elettroniche in Cina) ha deciso finalmente di aumentare i salari del 20%. Secondo il Financial Times sarebbe questo il prezzo da pagare per l'azienda per non avere altre vittime suicide. Il direttore di Foxconn si è espresso in pubbliche scuse a causa dei suicidi e dichiarato che darà circa 12mila euro alle famiglie delle vittime come risarcimento.

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