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iPad Mini: uscito il "maxi iPhone" che Steve Jobs riteneva D.O.A

La presentazione di iPad Mini fa pensare al compianto Steve Jobs che riteneva come "tweeners" i tablet da 7 pollici e D.O.A. tutte le tavolette di quella "diagonale". Ma il mini iPad c'è proprio grazie a Jobs e al mercato "monstre" che, con l'iPhone, ha contribuito a creare.

Il mercato del "mobàil" alla faccia dell' elettrosmog, dei malati di MCS e più propriamente di elettrosensibilità, sta cambiando il mondo dell'"industria computerfonica", come la definiva Ernest Kattens alla fine del '900. I "telefonini" diventati piccoli computer e quindi smartphone, capaci di incarnare quella "convergenza" mediatico-digitale invocata negli anni '90, hanno vinto la loro battaglia verso qualsiasi altra forma di possibile design costringendo anche i neonati tablet, anzi "il tablet", cioé l'iPad a "rimpicciolirsi". In altre parole sono gli smartphone a voler diventare "più grandi", non i tablet a voler diventare più piccoli. E saranno gli smartphone da 7 pollici (e non i "tablet da 7 pollici"), per alcuni analisti di scenario, lo standard delle "tavolette" da portarsi "in tasca" nel futuro prossimo venturo. All'uscita dell'iPad Mini, presentato il 23 ottobre 2012 al California Theatre di San Jose da Tim Cook in gran spolvero, si può dire che questa "evoluzione" del "mobàil" Steve Jobs non l'aveva capita.

Il cofondatore di Apple, mago del marketing e fan di Dieter Rams, non pensava forse che l'iPhone avrebbe segnato le dimensioni future dell'iPad. Steve Jobs era infatti convinto che l'unica dimensione possibile per un tablet fosse quella dei 10 pollici dell'iPad (9,7") e che i tablet da 7 pollici fossero dei "tweeners" (eufemisticamente degli "ibridi") senza alcun futuro commerciale. Il fatto che Apple, dopo la sua morte, abbia lanciato un iPad Mini con uno schermo da 7,9 pollici, fa capire quanto in pochissimo tempo il mercato abbia scelto la sua "dimensione" preferita. Eppure Steve Jobs faceva un ragionamento che non faceva una piega: chi si compra un iPad ha già un iPhone in tasca, e un tablet a metà tra un iPhone ed un iPad non avrebbe avuto senso. Steve Jobs era memore di tutti gli "esperimenti" sulla GUI e sulla "user exprince" che Apple aveva fatto per decidere la diagonale dell'iPad, e sapeva cioò che l'utente, razionalemnte, avrebbe desiderato. Proprio nell'ottobre di due anni fa Steve Jobs fu chiarissimo.

In un video su Youtube che si chiama "Why There won't be a 7 inch iPad" Jobs elenca il perché non ci sarebbe stato un mini Ipad a 7 pollici. Steve Jobs a proposito sentenziava: "Ci sono dei limiti evidenti di quanto possono essere messi vicini fisicamente degli elementi in un touch screen, perché gli utenti possano toccare, scorrere o spostare. Questo è uno dei motivi principali perché riteniamo che i 10 pollici siano lo spazio minimo per creare delle app di qualità sui tablet". Tanto per far capire l'orrore che provava Steve Jobs su un possibile mini iPad a 7 pollici (e sui tablet "nuovi arrivati dell'epoca") basti pensare che li aveva definiti come D.O.A., cioè "Dead on Arrival", morti prima di nascere. Ma evidentemente l'inventore del Mac non aveva fatto i conti con il "mostro" del mercato che aveva creato. Jobs aveva infatti aiutato a creare utenti di smartphone abituati a "districarsi" con icone piccolissime, a vedere il web "non compatibile" con il loro schermetto da una manciata di pollici. Aveva contribuito a portare milioni di affamati newbie sul web, che leggono per via delle "dimensioni" solamente "i titoli" e che usano gli smartphone come un "videogioco" o come quel televisorino sfoggiato dal figlio di Gordon Gekko nel Wall Street del 1987.

Steve Jobs ha contribuito a creare un consumatore "mostro onnivoro" a cui non importa sul serio che con un indice "clicca due icone", perché tanto, è interessato al "senso totemico" dell'oggetto, dalla sua plastica con su serigrafato il "marchio giusto". Quel mostro oggi bofonchia che "Stiv Giobs si è sbagliato". Ed è per questo che l'iPad che Steve Jobs non avrebbe mai voluto (salvo notizie di una "conversione" prima della scomparsa), a partire dalle 8 del 2 novembre uscirà anche in Italia. Il preordine dell'iPad Mini sarà possibile dal 26 ottobre mentre, fa sapere la Apple, "I modelli Wi-Fi + Cellular saranno disponibili a novembre inoltrato". Con l'estensione "Wi-Fi + Cellular" ne consegue che l'iPad Mini è di fatti il primo "maxi iPhone" di Apple più che "un piccolo grande iPad" come vorrebbe imporre il marketing dell'azienda che fu di Steve Jobs.

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