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iPad 2: il Giappone riuscirà a lanciare i componenti, come a Jeeg?

Tablet in pericolo nell'immediato futuro. Impianti chiusi o in revisione dei produttori mondiali di LCD, semiconduttori, memorie flash. Componenti essenziali per Apple, e tutti i big dei "must have" del momento. Toshiba, Sony, Fuji, Sharp, Toshiba ed altri in difficoltà.

Per diventare "operativo" Jeeg robot d'acciaio aveva bisogno che qualcuno gli lanciasse i componenti "elettromagnetici" (lui era solo una Testa in realtà), per combattere contro i cattivissimi mostri Aniba (di cui effettivamente ormai è pieno il mondo). Se i bambini di un tempo guardavano distrattamente il robot creato da Go Nagai, disegnandolo sui quaderni a quadretti delle elementari, e i componenti erano solamente oggetti di macabre barzellette (tipo quello che si lanciava dal balcone, ma nessuno gli lanciava i componenti), i bambini "multi-multi" di oggi, già sommano alle loro ansie quella di non avere più a disposizione nuove Xbox 360, tablet, iPad 2, e vari altri gadget hi tech. Forse a causa di una "banale" (almeno per alcuni politici italiani) apocalisse nucleare, i "must have" della tecnologia non "arriveranno per tempo". La causa? Sempre i componenti. Molte aziende giapponesi hanno infatti chiuso i loro stabilimenti non solo perché qualche industria non può più lavorare con una situazione "apocalittica" e magari anche radioattiva, ma anche per il fatto che il sistema "nucleare" andato in panne (e a fuoco) e non permette di consumare energia elettrica in quantità, letteralmente, "industriali" (che altrimenti sarebbe tolta alla popolazione civile). Sembra che Sony a causa dello tsunami abbia infatti informato di aver evacuato e chiuso ben sei stabilimenti nel nord est del Giappone, dove si fabbricano batterie, componenti del Blu-ray, e parti magnetiche. Sharp sembra stia ancora valutando i danni e pare abbia però chiuso uno stabilimento di LCD. Fuji avrebbe chiuso cinque impianti; Panasonic starebbe contando i feriti e vari danni alle strutture, Toshiba avrebbe almeno un impianto di memorie flash "NAND" chiuso. E questa è la situazione che si riesce a conoscere ma ci sono una miriade di stabilimenti di aziende misconosciute al grande pubblico che producono pezzi indispensabili per l'industria elettronica, che semplicemente non esistono più. Inoltre anche se le fabbriche hanno "resistito" non ci sono più le strade, i porti, l'"indotto" per portare le materie prime e consegnare i prodotti finiti. Ecco perché dai blog americani si pensa già ad un "razionamento" dei chip giapponesi con un eventuale ritardo delle consegne (già gira voce che iPad 2 sarà in ritardo in Europa per colpa dello tsunami). Si vocifera anche di un aumento di prezzo della componentistica che si tradurrà in un "caro" tablet, smartphones et similia. Ricordiamo infatti che il Giappone produce un quinto della produzione mondiale di semiconduttori, detiene parecchi brevetti che produce (o fa produrre) solo in Patria, è leader nella produzione di memorie "flash" utilizzate ognidove. Ora si lavorerà con le scorte. E a Singapore e in Corea del Sud, possibili nuovi produttori in massa, già si sfregano le mani.

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