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Playboy su iPad sdogana la "fantascienza proibita" da Clarke a Dick

Playboy su iPad verrà anche "letto" e non solo guardato con la bava alla bocca o "sfiorato" come si fa con il tablet di Apple. Molti non vedono l'ora di leggere la "fantascienza proibita" scritta dai grandi maestri del genere letterario che vanno da Ray Bradbury a Philip K.Dick.

Playboy è su iPad con un "trucco" che molti si aspettavano prima o poi. Apple come è noto impedisce la distribuzione di "app" che offendano la decenza, ma non può ovviamente bloccare l'accesso ad internet tramite browser e quindi tramite "web app". Così Playboy approfitta della situazione e tramite un "sito custom" è accessibile, con il suo intero archivio dal 1953 direttamente dall'iPad. Ve ne abbiamo parlato in un articolo che spiega la vicenda ("iPad: arriva iPlayboy, 'Paginone' sul tablet, con buona pace di Apple" http://is.gd/z81Xvx) e c'è da considerare che con iPlayboy (così il nome della "pseudo app", in realtà è i.playboy.com dove "i" è un sottodominio) si può usufruire di una delle "magie" che più hanno impressionato gli utenti a primo acchito, ovvero il fatto di ruotare il tablet (primo fu l'iPhone) ed avere l'effetto dell'immagine che "si adatta" allo schermo. La cosa effettivamente non è possibile con il "paginone centrale" di carta, ma gli estimatori del genere non ne hanno mai sentito l'esigenza (di girarlo, intendiamo). Gli utenti che però hanno passato l'adolescenza (ovviamente anche quella mentale, cioè quella veramente critica) sanno però che Playboy non è solamente ciò "che ci si aspetterebbe". Gli utenti di lingua madre inglese infatti si faranno l'abbonamento a Playboy anche per un motivo molto speciale, cioè per riavere quella rara possibilità di leggere la "fantascienza proibita" che dal 1954 è stata pubblicata da questa rivista per "soli uomini". Playboy difatti, ricordiamo, tanto per rendere l'idea, che pubblicò The Fly (La mosca) di George Langelaan che ispirò molti film tra cui quel "La mosca" di David Cronenberg con Jeff Goldblum e Geena Davis, del 1986, che molti ricorderanno. Playboy offriva agli scrittori quella "libertà di espressione" che le riviste di fantascienza "classiche" degli anni '50 e '60 (ma anche oltre) non potevano garantire, evidentemente per quel limite "morale" dettato dal target adolescenziale a cui si rivolgevano. Se esiste una "fantascienza da adulti" quindi, per molti versi, lo dobbiamo proprio, chi l'avrebbe mai detto, a Hugh Hefner. Per questo sulle pagine di Playboy "sfiorabili" sull'iPad non solo ci si potrà "divertire" a girare lo schermo per vedere i paginoni centrali della rivista, ma anche leggere (al dritto) capolavori scritti da Ray Bradbury (che fu il primo a scrivere su Playboy), Norman Spinrad, Arthur C. Clarke (protagonista di molti dibattiti ed interventi nel corso degli anni sulla rivista), Robert Sheckley, Larry Niven, Harlan Ellison (come poteva non scrivere su Playboy?), Lucius Shepard, Robert Silverberg, Philip K. Dick, Walter Tevis e tantissimi altri. Ma ci sarà anche il piacere di scoprire autori poco conosciuti e che non scrivono solo di fantascienza (ma che si prestano al genere ogni tanto) come ad esempio Chet Williamson con l'esilarante "wrestler televangelista" Sen Yen Babbo. Fortunatamente alcuni di questi racconti sono stati pubblicati in un'antologia, ormai quasi introvabile, su Urania (numeri 1368, 1373) a cura di Alice K.Turner.

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