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Playboy app: niente sesso siamo Apple

Playboy si conforma alle regole di Apple per entrare nel grande bazaar dell'iPad con un piccolo particolare: niente nudo o articoli spinti, questa volta il bavaglio va sul topless delle conigliette.

Tenendo fede alla sua vocazione cara a tutti i pastori, ovvero la specifica inclinazione a chiudere il gregge nell'ovile, Apple permette a Playboy di essere una sua "app ufficiale" ma previa "autocensura". I nudi troppo "nudi" e i contenuti troppo spinti (non si sanno i criteri e i parametri di che cosa significhi "spinto" o "nudo") saranno addomesticati visto che gli iCosi di Apple non "jailbrakkati" sono sicuramente utilizzati da persone in odore di santità o comunque da persone che non hanno il diritto di scegliere che cosa vedere o non vedere.
Ci sono due o tre (o tremila) osservazioni da fare. Innanzitutto il Playboy versione "app" e la versione cartacea (completa di paginone) sembra costino lo stesso prezzo e quindi dovrebbero contenere la stessa "merce", in secondo luogo la vocazione censoria dei padroni dell'ovile è preocupante perché anche dei semplici testi potrebbero essere considerati "sconci" o "imbarazzanti".
La domanda quindi, come diceva Lubrano, sorge spontanea: qual'è il limite che separa l'imbarazzante dal "aziendally correct"? Ebbene il limite certo sembra non esserci (come i re del medioevo) e non ci riferiamo solo ad Apple ma anche ad esempio a Google che, come testimoniano centinaia di webmaster ed editori, nel suo circuito pubblicitario spesso "scambia" articoli di cronaca che parlano di "sesso" con contenuti che si riferiscono ad un pubblico di adulti minacciando di ritirare dai siti la propria pubblicità (e quindi minando la libertà di espressione della rete soffocando gli introiti economici).
Il fatto che il "confine" sia incerto e quindi spostabile è un'arma eccellente per levare di mezzo chiunque possa mettere in discussione i diktat del sistema (oprativo?) imperante. Altro che legge bavaglio, la situazione è molto più complessa e sottile, proprio come quel limite ballerino.
Hugh Heffner da sempre sedicente portatore di "libertà di espressione" sembra cedere all'iPad mostrando solo gli "occhi" delle sue conigliette, curioso, come avrebbe detto Spok, in un occidente che critica e giudica illiberale la provocatoria Gioconda coperta dal velo (si vedono solo gli occhi) all'International Koran Exhibition di Teheran.

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