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USA accusa Cina: hacker rubano dati di 4 milioni di dipendenti federali

Un gruppo di hacker ha trovato una (ennesima) falla nel sistema di sicurezza del governo statunitense ed ha rubato 4 milioni di dati personali di dipendenti federali. Gli Stati Uniti accusano la Cina ma Pechino replica che è da irresponsabili puntare il dito se non si hanno le prove. Il pericolo è che appare "tecnicamente possibile" che gli hacker di una nazione ostile possano persino penetrare nel sistema degli arsenali nucleari statunitensi.

Un gruppo di hacker, forse cinesi, ha trovato una (ennesima) falla nel sistema di sicurezza del governo statunitense e ne hanno approfittato. A rischio, stando alle prime indiscrezioni, ci sarebbero i dati personali di circa 4 milioni di attuali ed ex dipendenti federali degli Stati Uniti. Una fonte a rivelato alla Reuters che gli investigatori sono convinti che dietro l'impressionante attacco hacker possa esserci una "entità o un governo straniero", probabilmente la Cina. Immediata la replica da parte del portavoce del ministero degli Esteri cinese Hong Lei che ha sottolineato come tali accuse da parte degli Stati Uniti sono ormai frequenti e sono da irresponsabili se non provate. La Cina ha infatti ricordato come questo tipo di attacco informatico sia spesso transfrontaliero e difficile da rintracciare. Già nei mesi scorsi alcuni hacker avrebbero trafugato le cartelle cliniche di Anthem Inc, il secondo più grande assicuratore sanitario degli Stati Uniti, e della Premera Blue Cross, un fornitore di servizi di assistenza sanitaria. Ad aprile, invece, l'Office of Personnel Management (OPM), che gestisce l'anagrafica dei dipendenti federali e le autorizzazioni di sicurezza, ha notato che vi erano state intrusioni nel proprio sistema informatico, con il Dipartimento per la Sicurezza Nazionale che ha confermato che gli hacker potrebbero aver rubato i dati di circa 4 milioni di lavoratori. Già lo scorso anno l'OPM era stato vittima di un attacco informatico, senza dimenticare le intrusioni hacker nei sistemi del Dipartimento di Stato e del Servizio Postale degli Stati Uniti e addirittura della Casa Bianca. Il pericolo è che appare "tecnicamente possibile" che gli hacker di una nazione ostile possano persino penetrare nel sistema degli arsenali nucleari statunitensi.

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