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Polizia arresta 4 hacker, Cnaipic: sfruttavano Anonymous per fini economici

Il nucleo Cnaipic della Polizia postale ha arrestato oggi 4 hacker per associazione a delinquere, accusati di essere gli autori degli attacchi a siti istituzionali e aziendali, come a Vitrociset. Il Cnaipic sottolinea: "Anonymous è stato di fatto tradito" perché questo gruppo "sfruttava Anonymous per fini propri, anche per fini economici". Sul blog, Anonymous Italia prende le distanze.

Arrestati 4 presunti hacker (anche se forse sarebbe più corretto utilizzare il termine cracker) per associazione a delinquere, attualmente ai domiciliari, ed indagate altre 6 persone che si celavano dietro l'immagine di Anonymous. A capo dell'indagine il Cnaipic che ha spiegato come dietro queste "persone insospettabili", di età comprese tra i 20 ed i 34 anni, si celava in realtà una sorta di "doppia vita" perché di giorno svolgevano una propria attività mentre "in orari notturni organizzavano e si strutturavano per compiere questi attacchi informatici", come spiega Ivano Gabrielli, responsabile del Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche della Polizia postale.

Questo gruppo di hacker che si celava dietro il nome di Anonymous sembra sia il responsabile degli attacchi informatici diretti non solo a danno di siti istituzionali, come quello della Polizia di Stato e di vari altri Ministeri, ma anche contro siti di grosse aziende italiane, come Vitrociset, Equitalia, la Siae. Intervistato da Rainews24 dopo la conferenza stampa indetta a seguito dell'arresto dei 4 hacker, Ivano Gabrielli spiega che oltre a rendere visibile la vulnerabilità del sistema c'erano anche altre finalità, come quello di "monopolizzare un po' il panorama di Anonymous in Italia". Ivano Gabrielli ci tiene infatti a precisare la differenza tra questo gruppo, che per il Cnaipic sarebbe "una vera e propria associazione criminale" e il movimento Anonymous. Gli arrestati avrebbero infatti cercato, secondo il Cnaipic, di fare una "sorta di OPA di Anonymous, ponendosi al vertice per poter poi eventualmente manovrarne le strategie". Ivano Gabrielli aggiunge che "di fatto cercavano anche di allontanare soggetti che magari avessero finalità più in linea con quelle del movimento di Anonymous. - chiarendo - Anonymous è stato di fatto tradito da questa che potrebbe essere definita come una cellula di avanguardia e sfruttava Anonymous per fini propri, anche per fini economici perché poi si proponevano a società di consulenze per gestire le problematiche che loro stessi andavano a creare".

Sul blog di Anonymous Italia, appare infatti oggi un post a commento dell'operazione ribattezzata ironicamente dalla Polizia postale "Tango Down" dove si precisa che "che Anonymous non è un gruppo...è un' idea di libertà e di giustizia". Nel post si legge: "Le persone arrestate utilizzavano il nome di Anonymous per attaccare siti privi di colpa, lo facevano solo per il piacere personale del mostrare al mondo di essere in grado di hackerare siti a caso. Questo si distacca completamente dall'ideale di Anonymous. - aggiungendo - Anonymous Italia, non ha NULLA A CHE VEDERE con gli 'hacker' arrestati".

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