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Israele minaccia Gaza: spegneremo internet. Anonymous inizia OpIsrael

Anonymous "defaccia" 9mila siti israeliani e cancella il database della Bank of Jerusalem. Ma gli hacker lanciano "Operation Israel" (OpIsrael) non "in risposta" al raid di Israele su Gaza quanto per la minaccia del governo israeliano di spegnere internet nella Striscia di Gaza. "Siamo ANONYMOUS e NESSUNO può spegnere internet sotto i nostri sguardi", dice l'organizzazione di hacktivisti.

Anonymous organizzazione di hacktivisti che di volta in volta sceglie un obiettivo comune da "colpire", ha deciso questa volta, nella sua incarnazione "internazionale", Israele ed i suoi "territori" web. Anonymous infatti ha risposto ad una precisa minaccia di oscuramento di internet fatta dal governo israeliano nei confronti degli abitanti della Striscia di Gaza. Il Fatto che l'organizzazione di hacktivisti si sia schierata a fianco dei palestinesi (come hanno scritto molti giornali) è quindi da considerare solo come una "conseguenza" e non come un endorsement politico. Anonymous "internazionale" infatti tiene molto alla sua connotazione totalmente apolitica, cosa che purtroppo non si può sempre dire per gli Anonymous "locali" che spesso hanno mostrato una vena tutt'altro che "indipendente". Mentre in queste ore Israele attacca Gaza come ritorsione contro i lanci di razzi da parte di Hamas (ma "Hamas is not Gaza" ricorda Anonymous) e minaccia l'invasione "via terra" dei territori, sembra sempre più vicino lo "spegnimento" dei canali di informazione dalla Striscia, come testimonia l'attacco israeliano al palazzo di Al Saraya dove hanno sede le agenzie di stampa internazionali tra cui la Reuters, al-Arabiya, Abu Dhabi TV and al-Aqsa (il canale "ufficiale" di Hamas). La notizia è stata data da Mohammed Omer di Al Jazeera che parla direttamente da Rafah. Internet è l'unica opportunità per i palestinesi (come per i giornalisti, blogger, medici, attivisti e Ong presenti nella Striscia) per testimoniare e raccontare al mondo ciò che sta accadendo a Gaza. In un comunicato Anonymous, proprio all'inizio delle ostilità, il 15 novembre, ha preso posizione inaugurando l'"Anonymous Operation Israel" (#OpIsrael) annunciando: "Per troppo tempo, Anonymous si è fermato a guardare con il resto del mondo nella disperazione il barbarico, brutale ed ignobile trattamento del popolo Palestinese nei cosiddetti "Territori Occupati" dalle Forze di Difesa Israeliane. Come tanti nel mondo, ci siamo sentiti impotenti di fronte a tale malvagità implacabile. E con il folle attacco di oggi e la minaccia dell'invasione di Gaza è stato lo stesso. Ma quando il governo di Israele ha pubblicamente minacciato di tagliare a tutti Internet e le telecomunicazioni da e per Gaza ha passato il segno. Come l'ex dittatore dell'egitto Mubarack ha imparato a sue spese - siamo ANONYMOUS e NESSUNO può spegnere internet sotto i nostri sguardi". Insomma per Anonymous "spegnere" internet è stata la goccia che ha fatto "traboccare il vaso" della pazienza ed ecco la partenza degli "attacchi digitali" ai siti israeliani. Già 9mila siti israeliani avrebbero subito un "defacement" secondo ciò che comunica Anonymous e ci sarebbe stata la cancellazione del database della Bank of Jerusalem.

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