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Hacker violano sito Senato USA "Senate.gov". Lulz Sec colpisce ancora

Il sito del Senato americano violato dal gruppo di hacker "Lulz Security" che pubblica la prova dell'attacco sul suo sito. Dopo Sony, Nintendo e tanti altri, LulzSec il 13 giugno colpisce oltre a Senate.gov anche la produttrice di videogiochi Bethesda Softworks. E sicuramente è solo l'inizio.

Lulz Security, meglio conosciuta come LulzSec, colpisce ancora. Questo gruppo di hacker che non si possono definire in realtà "cracker" visto che sono accreditati come "grey hat" dalla comunità informatica, hanno in poco tempo sbaragliato (a partire da maggio 2011) le "corazzate mainstream" dimostrando la loro "pochezza" in cyber-security. Vittime celebri sono stati il sito di X Factor, Fox.com, UK ATM, Sonymusic, Sonybmg (Belgio e Olanda), Sonypictures, Nintendo.com, Sownage, per citarne solo alcuni ("Sony Pictures: 1mln di password rubate dagli hacker di Lulz Security" http://is.gd/QvHztE). Ma il 13 giugno LulzSec ha messo a segno un colpo grosso, un colpo che "scotta", e non è certo la violazione "divertissement" dei server di Bethesda Softworks (l'azienda di videogiochi famosa per "The Elder Scrolls" e per "Fallout"). Il colpo grosso del 13 giugno è quello di "Senate.gov": il Senato americano. Lulz Security ovviamente ne è consapevole e nel suo "comunicato" sarcasticamente scrive: "This is a small, just-for-kicks release of some internal data from Senate.gov - is this an act of war, gentlemen? Problem?". Il fatto che LulzSec usi uno slang da "attaccabrighe digitale" d'altri tempi nei confronti degli USA la dice lunga sulla "sicurezza in se stessi" (oltre che informatica) del gruppo hacker, dato che la sua "dichiarazione" è ben consapevole della notizia che gli USA hanno minacciato di rispondere anche con i missili agli attacchi dei pirati informatici alla sicurezza nazionale (leggi "Gmail: phishing Cina? E USA pensa a sparare dei missili agli hacker" http://is.gd/RU8swd). Lulz Security per tutta risposta pubblica un file zeppo di dati tecnici per dimostrare la prodezza dell'aver "bucato" il Senato stelle e strisce. E ci ride anche su, visto che Lulz, secondo il New York Times, deriva da una variante di LOL (laughing out loud, ridere a voce alta), tipica nelle abbreviazioni della comunicazione digitale, usata però per significare "il piacere di disturbare l'equilibrio emozionale di un altro". Insomma, quasi un sogghigno o, citando Ernest Kattens, uno "Schadenfreude".

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