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Hacker russi rubano file sul passato di Trump da pc del Partito Democratico USA

Anche se il Comitato Nazionale Democratico si è spostato dal Watergate lo spionaggio rimane sempre la prima risorsa per gli oppositori. Questa volta il dito non è stato puntato contro il Partito Repubblicano ma contro la Russia, che attraverso due gruppi hacker avrebbe rubato i file contenenti tutto il passato di Donald Trump, informazioni cercate ed archiviate (male) dal Partito Democratico americano.

All'epoca dello scandalo Watergate ad essere accusati di aver effettuato intercettazioni abusive effettuate nel quartier generale del Comitato Nazionale Democratico furono uomini legati al Partito Repubblicano. Nel mondo 2.0, dove ormai ogni informazione, anche la più preziosa, è sul cloud e quindi non servono più agenti segreti che, con nastro adesivo per tenere aperte le porte e microspie telefoniche, tentano di captare le più segrete conversazioni. Tutto ormai passa su internet, e il governo americano lo sa bene visto che era a conoscenza dei programmi di sorveglianza di massa come PRISM e Tempora rivelati da Edward Snowden.

Ecco perché per scoprire ogni scheletro nell'armadio di un candidato presidenziale piuttosto che un altro basta un hacker. Questa volta però gli Stati Uniti puntano il dito contro la Russia, anche se i database trafugati dal Comitato Nazionale Democratico (DNC), principale organizzazione di governo (nonché risorsa economica e non) del Partito Democratico statunitense, riguardano Donald Trump.

Secondo gli esperti della sicurezza informatica del DNC infatti almeno un paio di gruppi hacker alle dipendenze del governo russo sono riusciti a violare il database che raccoglie ogni tipo di informazione sul candidato presidenziale repubblicano. La violazione del sistema è stata così profonda che gli hacker sono stati persino in grado di leggere tutte le email e il traffico chat. Probabilmente, anche se le cause sono ancora da accertare, ad aprire la porta dei computer democratici agli hacker è stato qualche dipendente del DNC che ha presumibilmente cliccato su un link o un allegato di una email di phishing.

Ed infatti il Cremlino, che respinge ogni accusa di hackeraggio, afferma che le presunte intrusioni sono state molto probabilmente dovute dalla scarsa sicurezza del sistema informatico del DNC. Alla Reuters Dmitry Peskov, portavoce del Cremlino, ha quindi dichiarato: "Escludo completamente la possibilità che gli enti governativi o il governo della Russia siano stati coinvolti in questo".

Gli Stati Uniti sono invece convinti del fatto che la Russia stia cercando di comprendere le strategie, nonché i punti di forza e di debolezza di un potenziale presidente americano. Indicativo il fatto che la Russia si sia concetrato su Donald Trump e non su Hillary Clinton che ha già promesso un giro di vite sull'hacking se siederà alla Casa Bianca. Impossibile non pensare che in questa stretta non finisca anche Julian Assange di WikiLeaks, che è pronto a rilasciare un'altra serie di email private della Clinton.

Ad indagare sull'hackeraggio al DNC è stata chiamata la società informatica CrowdStrike, la quale spiega che "proteggersi da uno Stato abile e determinato come la Russia è molto difficile, è un nemico formidabile nel cyberspazio". CrowdStrike ha individuato come intrusi due gruppi di hacker separati, ed entrambi lavorerebbero per il governo russo. Un gruppo è stato soprannominato dalla società informatica Cozy Bear, ed aveva violato dalla scorsa estate le email del DNC e le chat. Il secondo gruppo è stato ribattezzato invece Fancy Bear, il quale ha fatto invece irruzione nella rete a fine aprile con l'obiettivo di trovare e sottrarre i file sull'opposizione. Solo questa seconda violazione ha fatto scattare l'allarme. Questi hacker hanno rubato due file dove era stato conservato tutto il passato di Donald Trump ed avevano accesso ai computer di tutto lo staff di ricerca.

CrowdStrike ipotizza che il gruppo Fancy Bear possa lavorare per il GRU, il servizio di intelligence militare della Russia, mentre Cozy Bear dovrebbe far parte del FSB, il servizio segreto della Federazione Russa che ha sostituito il KGB sovietico (che aveva a capo proprio Vladimir Putin). CrowdStrike precisa che non è strano trovare due agenzie di intelligence russe contendersi le stesse informazioni perché "sono tutti in competizione per far vedere a Putin quanto sono bravi".

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