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Hacker contro VISA. Parte la "resistenza". Ed è solo un Assange

Nella Prima Guerra Informatica Mondiale che vede Julian Assange come Emmanuel Goldstein "il mondo libero" attacca pesantemente il rilascio di "verità" (che però è tale se segreta) arrestando Assange e qualsiasi cosa gli stia intorno (i server). Parte la "resisteza" degli Hacker.

Come avevamo scritto il caso WikiLeaks ha innescato la Prima Guerra Informatica Mondiale dove, a differenza delle guerre tradizionali, le armi sono pressoché tutte le stesse: computer, reti e cervello. Così mentre il "mondo libero" boicotta e perseguita Julian Assange ed il suo sito WikiLeaks chiudendogli qualsiasi porta (e sito, e conti, e DNS) senza uno straccio di legge che lo permetta (tanto che si sono mosse tutte le associazioni per la libertà di stampa e di espressione in difesa del direttore di WikiLeaks) parte la "resistenza".
La "resistenza" chiaramente (oltre a chi si batte difendendo il diritto di Julian Assange a parlare) è informatica ed i nuovi "partigiani" sono gli Hacker che, dopo decenni di confusione con gli squallidi "cracker" (ovvero criminali informatici mercenari) tornano al loro antico splendore facendo valere il loro talento e la loro moralità.
Così "Operation Payback" (Operazione Resa dei conti), gruppo talentuoso e vasto di hacker che lotta per la libertà di condivisione dei dati su internet (per il "mondo libero" sono ovviamente dei pirati informatici che lottano contro i "buoni" che sono le Major dell'entertainment) ha deciso di dare una mano alla libertà di stampa (e quindi a WikiLeaks e Julian Assange) "buttando giù", leggiamo direttamente dalla loro pagina su Twitter, "mastercard, visa, a Swiss bank, the Swedish prosecution, and Lieberman's site. In 24 hours? Whoa!". Quindi gli Hacker di Operation Payback con dei semplici attacchi "DDOS" hanno fermato per parecchie ore siti che dovrebbero essere quantomeno "resistenti" ad attacchi del genere.
La Prima Guerra Informatica Mondiale (PGIM) si sta giocando a colpi di server e tastiere. Forse aveva ragione WikiLeaks quando diceva "i mesi a venire vedranno un mondo nuovo, in cui la storia globale sarà ridefinita". Forse non per i cablogrammi pubblicati, ma per quella voglia di vivere in un mondo nuovo e libero che avrebbero innescato. E allora "Keep on rocking in the free world" come canta Neil Young.

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