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Cyberspionaggio anche contro Renzi, Monti e Draghi. Erano ricattati?

Altro che hacker russi. In Italia due fratelli quasi 50enni sembra che abbiano spiato siti internet e computer di importanti istituzioni e nonché di politici, tra i quali a quanto pare Matteo Renzi, Mario Monti e Mario Draghi. Resta da capire se alcune delle vittime, nel corso delle loro funzioni istituzionali, siano state costrette ad agire sotto ricatto.

Mentre il mondo si concentra sui presunti hacker russi che avrebbero influenzato le elezioni presidenziali negli Stati Uniti, in Italia due fratelli quasi 50enni sembra che abbiano messo sotto scacco per anni i vertici più importanti delle istituzioni, senza che nessuno finora se ne fosse mai accorto.

A finire in carcere per procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato, accesso abusivo a sistema informatico aggravato e intercettazione illecita di comunicazioni informatiche e telematiche l'ingegnere nucleare Giulio Occhionero, 45 anni, e sua sorella Francesca Maria, 49 anni, noti personaggi dell'alta finanza capitolina residenti a Londra ma domiciliati a Roma.

Sembra che nel mirino del dossieraggio dei due fratelli sia finito anche l'ex premier Matteo Renzi e Mario Monti nonché l'attuale presidente della BCE Mario Draghi. A quanto pare, i loro computer sarebbero stati infettati dal malware denominato EyePyramid, che permetteta ai cyber spioni di rubare ogni informazione che in essi veniva conservata.

Nell'ordinanza di custodia cautelare, infatti, si legge che Occhionero "riceveva regolarmente sul suo Pc tutti i dati che il malware carpiva dai Pc delle vittime". Pare inoltre che i due fratelli hacker potessero entrare anche nelle email delle vittime designate, e leggere quindi tutta la corrispondenza (privata e non). Nell'ordinanza si precisa infatti che "accedevano abusivamente a caselle di posta elettronica protette dalle relative password di accesso sia personali che istituzionali appartenenti a professionisti del settore giuridico economico nonché a numerose autorità politiche e militari di strategica importanza a o di sistemi informatici protetti utilizzati dallo Stato e da altri enti pubblici".

Come riporta Il Fatto Quotidiano, ad essere hackerati e spiati siti internet come "istruzione.it, gdf.it, bancaditalia.it, camera.it, senato.it, esteri.it, tesoro.it, finanze.it, interno.it, istat.it, comune.roma.it, regione.campania.it, regione.lombardia.it, matteorenzi.it, partitodemocratico.it, pdl.it, cisl.it" ma anche "aceaspa.it, enel.it, eni.it, enav.it, finmeccanica.com, fondiaria.sai.it".

Questa attività di dossieraggio era da anni continuamente aggiornata, tanto che gli investigatori hanno scoperto che nel luglio scorso "state aggiunte due nuove classi aventi il compito rispettivamente di creare alert in base ad una lista di parole chiave e di geolocalizzare la vittima in base all indirizzo IP".

A questo punto, resta ancora da capire perché politici, istituzioni, pubbliche amministrazioni, studi professionali, imprenditori e persino massoni venissero spiati e soprattutto se alcune delle vittime, nel corso delle loro funzioni istituzionali, siano state costrette ad agire sotto ricatto.

Inoltre, c'è chi si domanda come sia stato possibile che per anni un malware abbia potuto agire indisturbato nella rete di computer di istituzioni così grandi ed importanti senza venire mai scoperto dagli esperti di sicurezza che in questi casi veengono anche lautamente pagati.

© riproduzione riservata | online: | update: 10/01/2017

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