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Clinton accusa Mosca hackeraggio mail. Russia: segno di debolezza

Dopo la diffusione di alcune email che provano che il partito Democratico americano ha favorito la corsa alle presidenziali Hillary Clinton a scapito del rivale Bernie Sanders, l'ex first lady accusa la Russia dell'avvenuto hackeraggio. Mosca respinge ogni accusa e il rappresentante speciale di Vladimir Putin per la cooperazione internazionale nella sicurezza informatica dichiara: "Penso che sia semplicemente scandaloso e un segno di debolezza".

Un attacco hacker ai server del Comitato Nazionale Democratico, organo di governo del Partito Democratico statunitense, ha rivelato attraverso la pubblicazione di una serie di email che i vertici democratici hanno favorito la corsa alle presidenziali della ex first lady Hillary Clinton a scapito del rivale Bernie Sanders. La corsa alla Casa Bianca della Clinton viene quindi travolta un'altra volta da uno scandalo mail, dopo quello che ha investito l'ex segretario di Stato che per 4 anni ha mandato ed inviato email da dei server di posta privati invece di utilizzare quelli governativi. In merito a questa vicenda, la FBI ha confermato inoltre che Hillary Clinton ha mentito agli americani perché, nonostante lo abbia sempre negato, ha anche inviato o ricevuto email (almeno 110) che contenevano informazioni classificate.

E così Hillary Clinton tenta di sviare l'attenzione puntando il dito contro la Russia. "Sappiamo che sono stati i servizi segreti russi e sappiamo che hanno organizzato anche la diffusione di quelle mail" ha infatti sostenuto la Clinton. Non è la prima volta (e probabilmente non sarà l'ultima) che gli Stati Uniti accusano la Russia di intrusioni informatiche. L'ultima volta è stato quando alcuni hacker si sono intrufolati, ancora una volta, dei database del Comitato Nazionale Democratico rubado le informazioni raccolte su Donald Trump.

In questa occasione Dmitry Peskov, portavoce del Cremlino, aveva "escluso completamente la possibilità che gli enti governativi o il governo della Russia" abbiano compiuto tale attacco, ipotizzando invece che l'hackeraggio era una conseguenza della scarsa sicurezza del sistema informatico del DNC. In effetti, questo secondo trafugamento sembra confermare tale ipotesi.

Stavolta invece dopo le accuse che Hillary Clinton ha rivolto al Cremlino è intervenuto l'ambasciatore Andrei Krutskikh, rappresentante speciale di Vladimir Putin per la cooperazione internazionale nella sicurezza informatica dichiarando: "Penso che sia semplicemente scandaloso e un segno di debolezza arrivare a questo tipo di argomentazioni". "La mia posizione - ha aggiunto l'ambasciatore - è basata sul fatto che gli americani non hanno presentato e non presentano nessuna lamentela ufficiale".

"C'è una certa contraddizione. - spiega quindi il diplomatico - Le pretese arrivano dai rappresentanti che lottano per la poltrona presidenziale, e i rappresentanti ufficiali della Casa Bianca o evitano di commentare o lo fanno in modo vago, senza però presentare ufficialmente le richieste, perché se si vuole andare in fondo alla questione si tratta di tentativi di intromettersi in affari interni. Perciò reagiamo a ciò molto seriamente, perché sembra piuttosto offensivo e indegno del livello stesso della campagna elettorale presidenziale americana".
Anche Peskov considera le affermazioni di Hillary Clinton solo "retorica pre-elettorale" per cercare di "camuffare gli imbrogli demonizzando la Russia".

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