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Anonymous si allea con USA: guerra all'ISIS, ma con la forza della logica

Gli hacker Anonymous diventano paradossalmente alleati con quel governo degli Stati Uniti spesso criticato e attaccato, e dichiarano guerra ai miliziani dello Stato Islamico (noti anche come ISIL o ISIS), ma solo attraverso "la forza della verità e della logica". La strategia degli Anonymous pr combattere l'ISIS, infatti, è quella "del dibattito".

Mentre Barack Obama e la Francia usano la tecnologia dei droni per bombardare le postazioni in Iraq dello Stato Islamico, con l'obiettivo di intervenire anche in Siria, a dichiarare guerra ai miliziani dell'ISIS sono anche gli "hacktivisti" Anonymous. Come racconta France24 che ha intervistato durante il programma Tech24 un'esponente degli hacker, gli Anonymous hanno infatti lanciato una campagna sui social media dal nome "Operation Ice ISIS" (#OpIceISIS), forse in risposta alle "fiamme della guerra" divampate nel film propaganda dei miliziani dello Stato Islamico. Gli Anonymous, quindi, diventano paradossalmente alleati con quel governo degli Stati Uniti spesso criticato e attaccato, a volte anche in coppia con l'altro (e più divertente) gruppo hacker LulzSec. Con il lancio di Operation Ice ISIS, Anonymous ha voluto infatti sottolineare la gravità della minaccia rappresentata dai miliziani dello Stato Islamico (noti anche come ISIL o ISIS) e il fatto che il gruppo jihadista non rappresenta, né difende, i valori della fede musulmana. L' "Operation Ice ISIS" è un modo per "proteggere coloro che sono indifesi, sia nel mondo cibernetico che nel mondo reale" annunciano gli Anonymous. A Tech24 gli hacktivisti spiegano: "Abbiamo preso questa iniziativa al fine di stabilire due cose. Primo: avevamo bisogno di far capire al pubblico quanto sia grave la situazione in Iraq. - ricordando - Prima che i media mainstream iniziassero a parlare della minaccia dell'ISIS, siamo stati tra i primi a dare l'allarme alle masse tramite un video che abbiamo caricato su Youtube nel mese di giugno, dove viene spiegato il come e il perché è nato l'ISIS, mettendo anche in risalto come gli Stati Uniti non siano esenti da colpe in quanto hanno, direttamente e indirettamente, contribuito alla crisi che vediamo oggi".

L'Anonymous prosegue: "La seconda ragione era che avevamo bisogno di rassicurare il pubblico sul fatto che l'ISIS non rappresenta la religione islamica. - aggiungendo - Musulmani e cristiani sono entrambi vittime di questa tragedia e siamo pronti a rispondere alle domande e a risolvere eventuali problemi che hanno a che fare con questo argomento". Viene quindi precisato quali tattiche utilizzerà Anonymous per combattere la presenza online dello Stato Islamico, specificando che nel video rilasciato 3 mesi fa era stato annunciato che sarebbero stati "attaccati quei diversi Paesi che hanno consapevolmente sostenuto finanziariamente l'ISIS, compresa la Turchia e l'Arabia Saudita" avvertendo che "se avessero continuato a sostenere l'IS, gli hacker sarebbero stati costretti a distruggere le loro infrastrutture virtuali". Pare però che oggi Anonymous abbia cambiato tattica visto che "l'ISIS non è uno Stato e di conseguenza non hanno siti web governativi, e la maggior parte della loro attività è sui social media". L'hacktivista intervistato da France24 quindi precisa: "Così abbiamo deciso che, invece di attaccare direttamente, avremmo attaccato le loro ideologie con la forza della verità e della logica. Il nostro compito è quello di informare le persone che questi criminali sono bugiardi e imbroglioni, e non meritano di essere ascoltati". Per quanto riguarda il contrasto dell'influenza on-line dell'ISIS, all'inizio Anonymous avrebbe dirottato diversi account Twitter appartenenti a presunti jihadisti dello Stato Islamico ma poi, spiega l'hacker a Tech24, poiché si sarebbe trattato comunque di "una forma di censura" allora si è preferito anche in questo caso adottare la "strategia del dibattito". "Li invitiamo pubblicamente a rispondere, a volte lo fanno, altre volte no perché non possono ribattere alle verità che gli poniamo di fronte".

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