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Anonymous: hacker contro Expo 2015 e sito web Difesa. Due arresti

La Polizia postale ha arrestato due persone, e denunciate altre quattro, per gli attacchi hacker rivendicati da Anonymous Italia contro il sito del Padiglione Italia dell'Expo 2015 e la diffusione di una "lista di dati personali di eserciti e governanti di tutto il mondo" sottratta dal sito internet della Difesa.

In un post del 18 maggio di hacker di Anonymous Italia hanno annunciato che "una lista di dati personali di eserciti e governanti di tutto il mondo è caduta" nelle loro mani. Sul loro blog, Anonymous ha pubblicato un file che conterrenne "più di 1700 account privati trafugati dal sito web della Difesa", con gli hacker che commentano: "Usurpatori e gendarmi: vogliamo che i rivoluzionari e le rivoluzionarie di tutto il mondo conoscano la vostra identità e si oppongano a voi come meglio credono, perciò abbiamo deciso di diffondere questi dati con l'intento di generare la più ferma opposizione possibile, contro il potere omicida degli Stati e delle industrie belliche che voi sostenete". Il 2 maggio scorso, invece, Anonymous Italia aveva messo fuori uso per qualche ora il sito del Padiglione Italia dell'Expo 2015. In una nota pubblicata oggi, la Polizia postale informa quindi di aver smantellato la presunta organizzazione di hacker che avrebbe colpito i sistemi di Expo 2015, oltre a diffondere materiali della Difesa sottratti illegalmente. Un funzionario della Polizia postale ha confermato alla Reuters che l'operazione "Unmask" ha portato all'arresto di due persone (una in carcere, l'altra ai domiciliari), mentre altre quattro sono state denunciate a piede libero. Secondo tale fonte gli indagati farebbero parte di una "cellula criminale" che alternava l'impegno politico nel movimento Anonymous Italia ad attività criminali. L'operazione "Unmask" ha riguardato le città di Torino, Sondrio, Livorno e Pisa, dove sono state effettuate diverse perquisizioni. Le due persone agli arresti sono accusati di "associazione a delinquere finalizzata al danneggiamento di sistemi informatici, all'interruzione illecita di comunicazioni informatiche e telematiche, all'accesso abusivo a sistemi informatici, nonché alla detenzione e diffusione di codici di accesso a sistemi informatici".

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