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Roma: 25enne getta figlio in rifiuti. Prima a bar con neonato in borsa

Storia scioccante a Roma, dove una donna di 25 anni ha partorito, chiuso il figlio in una busta della spesa e vagato per la Capitale per quasi 24 ore, prima di gettarlo in un cassetto dei rifiuti.

E' una storia drammatica quanto sconvolgente quella di una giovane donna, 25 anni romana, che per 9 mesi tiene nascosta a tutti la sua gravidanza, partorisce in casa e poi getta il figlio in un cassonetto dei rifiuti. Solo che tra la nascita del neonato ed il ritrovamento del piccolo cadavere passano quasi 24 ore, durante le quali la 25enne ha vagato per Roma con il figlio avvolto in un lenzuolo e chiuso in una busta della spesa. Stando alle prime ricostruzioni, la giovane donna avrebbe partorito la sera e poi avrebbe chiuso il figlio appena nato in un sacchetto, dentro l'armadio. Dopo aver dormito tutta la notte, la donna è uscita con in borsa il figlio, ormai morto da tempo, e con quel macabro fagotto avrebbe anche preso un aperitivo in un bar con un'amica, presumibilmente ignara di tutta la vicenda. Ad un certo punto, però, la 25enne si sarebbe sentita male per una emorragia a causa del parto, e preso l'autobus si è diretta all'ospedale San Camillo. Prima di entrare al pronto soccorso, la donna si è disfatta della busta con dentro il figlio gettandolo dentro un cassonetto dei rifiuti, quello per la carta davanti all'ingresso del San Camillo. Inutili le corse dei sanitari verso il cassonetto, quando la 25enne ha raccontato di aver buttato pochi minuti prima lì dentro il neonato, partorito la sera prima. L'autopsia stabilirà se il bambino è nato morto oppure no. La donna, invece, sarebbe sotto osservazione con una psicologa. Dopo aver appreso di questa terribile storia, e ricordando come solo poche settimane fa un'altra donna aveva partorito in un bagno di un McDonald's di Roma, abbandonando poi il figlio (che per fortuna si è salvato), l'associazione Salvamamme lancia al sindaco di Roma Gianni Alemanno e al neoeletto governatore Nicola Zingaretti di affiggere, su tutti i cassonetti il "numero verde Salvabebè 800.283.110". L'associazione ricorda inoltre come sia necessario fare maggiore informazione per ricordare a tutte le mamme, italiane e straniere, che in Italia la legge prevede per le donne in difficoltà il parto in anonimato (ed in sicurezza) presso le strutture ospedaliere, con tanto di assistenza psicologica.

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