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Tredicesime statali a rischio? Governo smentisce: è solo allarmismo

Per Confesercenti le tredicesime degli statali e dei pensionati erano a rischio, congelamento. Il governo Monti oggi smentisce "che sia mai stata presa in considerazione un'ipotesi del genere".

Il governo Monti alla fine smentisce la voce che da tempo, ma che per Confesercenti era divenuta più insistente, voleva al vaglio dell'esecutivo un congelamento delle tredicesime sia per gli statali che per i pensionati . "In merito al possibile blocco delle tredicesime dei dipendenti pubblici e dei pensionati prospettate da un'associazione di categoria, fonti di palazzo Chigi smentiscono che sia mai stata presa in considerazione un'ipotesi del genere" afferma il governo, sottolineando che "alimentare l'allarmismo sociale rischia di causare un duplice danno: sia per l'organizzazione che ha diffuso questa ipotesi, in quanto si rischierebbe un possibile blocco dei consumi; sia per la tenuta dell'economia". La Spi-Cgil risponde a quest'ultima precisazione di Palazzo Chigi chiarendo però che "l'allarmismo sociale viene solo ed esclusivamente dalle scelte che ha operato fino ad oggi" il governo Monti, perché queste "sono state tutte a carico dei soliti noti e mai rivolte verso le grandi rendite, i privilegi e gli sprechi". Confesercenti invece prende atto "con soddisfazione della nota con la quale il Governo ha sgombrato il campo dalle voci su eventuali interventi di congelamento delle tredicesime - aggiungendo - E' quanto chiedevamo in una situazione di grave emergenza dei consumi, di tassazione sempre più insostenibile per imprese e famiglie e di mancanza di azioni incisive per la crescita". La Confesercenti però evidenzia che il suo obiettivo non "è certo quello di peggiorare la situazione ma di contribuire ad evitare conseguenze negative sull'economia reale, sull'occupazione e sul futuro delle imprese che sono la vera spina dorsale del Paese", auspicando quindi che il governo attui "tagli ancora più coraggiosi alla spesa pubblica per avere in questo modo e, non altri, le risorse necessarie per la ripresa economica, per ridurre la pressione fiscale e per ricreare posti di lavoro, oltre a poter contare su uno Stato più efficiente e meno malato di burocrazia".

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