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Terrorismo nucleare: governo battuto al Senato per il pizzino atomico di Verdini

Il governo ha perso la maggioranza in Senato perché voleva "colpire con pene ridicole il terrorismo nucleare". Il gruppo Ala e Area popolare ha quindi votato con le opposizioni per inasprire le pene e questo è stato il "primo pizzino di Denis Verdini a Matteo Renzi". Atomico.

Il governo ha perso la maggioranza in Senato "per la sua arroganza e incapacità" denuncia il senatore di Forza Italia Lucio Malan, spiegando che l'esecutivo "voleva colpire con pene ridicole il terrorismo nucleare. Solo da 6 a 12 anni di carcere per detenzione di bomba atomica e da 15 a 24 per farla esplodere". L'esponente azzurro ricorda che "da più parti era stata espressa l'inadeguatezza di questa norma, ma i relatori del PD e il governo hanno dato parere contrario all'emendamento di Forza Italia che alza le pene".

Forza Italia ha presentato infatti degli emendamenti al ddl terrorismo che prevedono una pena non inferiore a quindici anni per la detenzione di ordigni nucleari e l'ergastolo, o una pena non inferiore a venti anni, per il loro utilizzo.

Con 102 sì, 92 no e 4 astenuti all'emendamento Caliendo (quello che prevede il carcere non inferiore a quindici anni per la detenzione di ordigni nucleari) il governo quindi è stato battuto in Aula anche a causa dei voti dei verdiani e di Area popolare. Visto quindi il risultato, subito dopo il governo ha rettificato il parere ad un successivo emendamento che innalza le pene per atti di terrorismo nucleare e così la norma che prevede una pena non inferiore a venti anni per l'utilizzo di armi nucleari è stata approvata, questa volta anche con il voto della maggioranza.

Dopo i risultati disastrosi delle amministrative per il PD, il voto di oggi in Senato è stato interpretato da più parti come un segnale al governo, da parte di Ala e Nuovo centrodestra che hanno votato con le opposizioni. Il verdiniano Ciro Falanga assicura però che il voto "non ha un significato politico" e così sostiene anche Renato Schifani di Ncd, il quale precisa: "Nessun fatto politico ma squisitamente tecnico". Ma per Renato Brunetta quello di oggi è il "primo pizzino di Denis Verdini a Matteo Renzi". Atomico.

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