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Spending review: taglio 10% in organico pubblica amministrazione

A breve verrà varato il decreto sulla spending review, che a grandi linee dovrebbe portare ad un drastico taglio nella sanità e nella pubblica amministrazione.

Il governo sta attendendo Mario Monti, reduce dal vertice europeo, per varare il decreto legge sulla spending review . Obiettivo principale, viene spiegato, è reperire quei 4,2 miliardi di euro necessari per evitare l'aumento di due punti percentuali sull'Iva previsti per ottobre.
E poiché Monti ha già assicurato che l'esecutivo non ricorrerà ad una nuova (ennesima) manovra correttiva, con la spending review si procederà attraverso i tagli, naturalmente nella pubblica amministrazione.
Stando alle prime indiscrezioni, il pubblico impiego subirà una riduzione dell'organico pari del 10 per cento, e per attuare tale missione pare che si darà al lavoratore la possibilità del pre-pensionamento. Tale taglio, naturalmente, comportà un blocco nel ricambio generazionale, che detto in altre parole si tramuterà in meno assunzioni nel pubblico.
Tutto il settore statale, comnunque, sembra che subirà una drastica trasformazione.
Gli acquisti di beni e servizi, per esempio, dovranno passare per il mercato elettronico gestito dalla Consip, mentre per molte società ed enti pubblici è prevista la soppressione o il ridimensionamento.
E mentre si ridisegnano le Province e si pensa all'istituzione delle aree metropolitane, la prima stretta economica piomberà sul comparto sanità.
Ma i tagli riguardano anche i sindacati, che a quanto pare dovranno dire addio al 10 per cento di permessi e distacchi, mentre i Caf vedranno una riduzione di un euro del compenso per ciascuna dichiarazione.

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