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Riforma del lavoro: governo chiede la fiducia. La UE preme

Era prevedibilissimo ed infatti puntualmente è arrivara la richiesta, da parte del governo Monti, del voto di fiducia sulla riforma del lavoro, che approderà alla Camera il 27 giugno, per poi essere presentata sul tavolo del Consiglio europeo.

Il governo Monti continua a chiedere il voto di fiducia per ogni riforma che intende portare a compimento.
Arriva infatti la notizia che l'esecutivo dei tecnocrati ha posto quattro fiducie sul disegno di legge lavoro in aula alla Camera.
Ad annunciare la richiesta del voto di fiducia su quattro articoli è il ministro per i Rapporti con il parlamento, Piero Giarda.
Gli articoli in questione, quindi, non subiranno modifiche rispetto alla versione approvata in commissione Lavoro .
Il voto finale sulla riforma del lavoro avverà il 27 giugno, in maniera tale che il giorno dopo Mario Monti potrà presentare la nuova legge al Consiglio europeo , che ormai sembra essere più che un supervisore della politica italiana, visto che spesso è l'UE a dettare l'agenda e i tempi di realizzazione della stessa.
Susanna Camusso annuncia che la CGIL scenderà in piazza il 26 e il 27 giugno per protestare contro una riforma del lavoro considerata come "una bandierina ideologica".
Esa Fornero stavolta non sembra scomporsi più di tanto, e risponde con un "faccia come crede, siamo in una democrazia" (anche se "temporaneamente sospesa") , sottolineando solo che sarà contenta se riuscirà "a dimostrare che la riforma fa qualcosa di buono in tempi non troppo lunghi", concludendo però che definire "bandierina ideologica un po' di contrasto alla precarietà è un linguaggio" che non capisce.

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