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Pareggio di bilancio rinviato a 2016. UE: prendiamo atto del rinvio

Il governo Renzi rinvia il pareggio del bilancio al 2016 a causa delle "circostanze eccezionali" quali il pagamento degli arretrati della Pubblica amministrazione. Via libera da Camera e Senato al Def e al rinvio del pareggio di bilancio, ma Forza Italia sottolinea che a Palazzo Madama la maggioranza è stata troppo risiscata.

Il governo Renzi rinvia il pareggio del bilancio al 2016. L'esecutivo scrive alla Commissione europea per giustificare lo slittamento di due anni invocando le 'circostanze eccezionali', come per esempio i pagamenti arretrati della Pubblica amministrazione. Per il momento, l'Unione europea risponde spiegando solamente che "prende atto della deviazione temporanea annunciata dagli obiettivi di bilancio e del rinvio fino al 2016 dell'obiettivo a medio termine (il pareggio)''. La Commissione europea comunque ''valuterà il percorso di aggiustamento verso l'obiettivo di medio termine''. Giornata calda quindi quella del 18 aprile in Parlamento, poché si voterà non solo il Def (Documento di economia e finanza) ma anche il rinvio del pareggio a Camera e Senato. Sia per il Def che per il rinvio del pareggio del bilancio serve la maggioranza assoluta, e a Palazzo Madama sono quindi necessari almeno 168 senatori. Anche se alla fine c'è stato il via libera sia alal Camera che al Senato, non sono mancate comunque le polemiche del post voto. Maurizio Gasparri, senatore di Forza Italia, commenta: "Al Senato abbiamo assistito a un cambio di maggioranza. Senza il supporto dei senatori di Sel e di qualche altro contributo estemporaneo, il governo Renzi non avrebbe raggiunto la prescritta maggioranza assoluta per lo slittamento del pareggio di bilancio. E' un fatto politico che dimostra che un governo appena nato, di fronte a prove difficili, é già privo della sua auto sufficienza. Non si vive di sole slide". Gli fa eco Renato Brunetta, capogruppo di Fi alla Camera: "Apprendo che il Def è stato approvato al Senato con 156 voti di maggioranza, laddove la risoluzione sullo scostamento, altro documento non affatto di carattere tecnico ma politico, approvato con 170 voti con una maggioranza risicata del governo e con l'aiuto di una decina voti da parte di alcune sedicenti opposizioni. - concludendo - Di fatto, il governo non ha la maggioranza assoluta in una delle nostre assemblee, al Senato. Questo la dice lunga sullo stato di salute del governo e indica lo stato comatoso di questa maggioranza e di questo governo". Replica Rita Ghedini, senatrice del PD: "La maggioranza al Senato c'è perché ci sono stati più di 161 voti di senatori appartenenti alle forze che sostengono il governo a favore del Def e, in aggiunta a questi, hanno votato anche sette senatori dell'opposizione, Calderoli, 4 di Sel e tre ex M5S. - ribadendo - La maggioranza richiesta era di 161 voti e i numeri sul Def c'erano, nonostante ci fosse qualche assenza e nonostante quelle aggiunte. La destra farebbe bene a non giocare con i numeri".

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