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Monti chiude la Discoteca di Stato: il Grande Fratello è soddisfatto

Il Governo dei tecnici chiude l'ex Discoteca di Stato, cioè l'Istituto Centrale per i Beni Sonori ed Audiovisivi (ICBSA). E' la memoria audiovisiva del Paese, dai cilindri di cera Edison fino agli Mp3, 500mila supporti inventariati e catalogati, pezzi unici di etnomusicologia, musica, voci dell'Italia di ieri e di oggi. Ma la cultura non fa lo spread. Fa il cittadino.

L'ex Discoteca di Stato, ora Istituto Centrale per i Beni Sonori ed Audiovisivi (ICBSA) è stato soppresso con decreto legge 95 del 6 luglio 2012 (vedi articolo 12 comma 38, pagina 43) . Per capire che cosa significhi per la cultura italiana chiudere questo Istituto si può certamente azzardare un paragone "cartaceo": chiudere l'ICBSA è come chiudere la Biblioteca Nazionale, quel luogo fisico in cui è depositata (e continua a depositarsi) la cultura "scritta" del nostro Paese. Il Governo Monti, governo "dei tecnici" (ma non si sa più di che cosa) continua quindi a tagliare ogni aspetto culturalmente innovativo e "conservativo" della cultura del nostro Paese. E così la "spending review" non tocca l'acquisto milionario dei caccia bombardieri ma taglia i fondi all' INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare) dopo aver contribuito alla "scoperta" del Bosone di Higgs . Con la chiusura dell'ex Discoteca di Stato, se il governo dei tecnici sostenuto dalla "strana" maggioranza PD, PDL UDC (triumvirato detto anche, e non può che scorrere un brivido, ABC dai nomi dei rispettivi leader) non metterà mano al decreto (cosa praticamente impossibile) il "buco della memoria" del Paese si allargherà paurosamente, facendo diventare sempre di più il "Grande Fratello" un format televisivo e la "Discoteca di Stato" un ricordo di qualche locale dove si ballava la tecno.
Ma che cosa comporterà l'abolizione dell'ICBSA? Non sono solamente i pochi dipendenti a chiederselo. Anche la minoranza culturale del Paese ( che sta firmando un appello ) si fa delle domande che per ora non hanno una risposta. In sostanza, si ipotizza, l'abolizione della Discoteca di Stato porterà la chiusura al pubblico dell'accessibilità alle opere (che ricordiamo sono inalienabili perché di proprietà pubblica), bloccherà i nuovi depositi audiovisivi (deposito legale obbligatorio, D.P.R. 3 maggio 2006, n.252), fermerà, a quanto sembra, la manutenzione dei supporti, molti delicatissimi, conservati tra le mura dell'Istituto. L'archivio audiovisivo è sconfinato: si parla di almeno 500mila opere che partono dai cilindri di cera dei primi del '900 fino agli odierni Mp3. Spiega l'ex Discoteca di Stato alla voce "patrimonio" : "Il primo fondo della Discoteca di Stato è 'La parola dei Grandi', le voci raccolte da Rodolfo De Angelis nella prima metà degli anni venti; da questo nucleo si costituì, per la prima volta in Italia, un patrimonio sonoro pubblico che nel corso degli anni si arricchirà con documenti di folklore, musica, teatro, danza, cinema. Le collezioni dell'Istituto sono formate da documenti registrati su ben oltre 300.000 supporti tra cilindri di cera, fili metallici, dischi, nastri, compact disc, videocassette, dvd, pervenuti tramite deposito legale, acquisto, registrazione di manifestazioni culturali promosse dalla Discoteca o da altri istituti, donazioni e convenzioni".
Chiudere l'Istituto Centrale per i Beni Sonori ed Audiovisivi (ICBSA) significa non solo perdere l'"identità" dell'Istituto, rappresentante a livello internazionale della cutura audio-visiva italiana, oltre che attore paritetico di altre istituzioni simili degli altri Paesi, ma anche l'accesso ai reperti etnomusicologici che sono la base di quella cultura italiana che oggi, è triste dirlo ma è sotto gli occhi di tutti, si vuole in qualche modo distruggere ed eradicare. E che fine faranno le "macchine" per leggere i supporti dell'invidiabile Collezione degli strumenti per la riproduzione del suono ? Ai posteri l'ardua sentenza. Sempre che, di spending review in spending review ne possa giungere il ricordo.

UPDATE: L'ex Discoteca di Stato è salva. Si legge sul sito ICBSA: "A seguito della pubblicazione sulla G.U. n. 189 del 14/8/2012 della legge n.135 del 7/8/2012, l'Istituto Centrale per i beni sonori ed audiovisivi riprende attività, compiti e funzioni. La Direzione e il personale dell'Istituto esprimono il loro sentito ringraziamento a quanti hanno testimoniato la loro solidarietà e partecipazione."

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