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Famiglie: debito pubblico "totem" pesa per oltre 82mila euro

Il debito pubblico sfonda quota 2.000 miliardi. La crescita del debito per l'anno in corso è di 3,7% in più del precedente. Con il Governo Monti "il debito è passato da 1.906.737 a 2.014.693 milioni di euro, ossia è aumentato di 107.956 milioni di euro in appena 10 mesi, pari ad una media di 4.404 euro a famiglia", denuncia il Codacons. Confesercenti: "il debito pubblico diventerà il totem a cui dovremo continuare a sacrificare tutte le nostre risorse".

Il debito pubblico italiano è arrivato ad oltre 2.000 miliardi di euro. Una cifra inimmaginabile per l' italiano medio, quello che, se va bene, ha un reddito di mille euro al mese, ma che le statistiche indicano abbia sulle spalle (anche per i nuovi nati), un debito di 33 mila euro (precisamente 33.081 mila euro a testa) che dovrà, prima o poi ripagare. Ripagare magari a costo della sovranità nazionale e quindi della propria "integrità di cittadinanza", come le teorie politiche ed economiche oggi di moda vorrebbero. I dati dello "sfondamento" della barriera (anche psicologica) dei duemila miliardi di euro è stata diffusa dal supplemento "Finanza Pubblica" del bollettino statistico della Banca d'Italia. Curioso il fatto che il debito italiano sia aumentato da inizio anno (a gennaio 2012 era pari a 1.943,455 miliardi) di 71,238 miliardi, fatto politicamente rilevante che, se non ci fosse stato il "benvoluto dai mercati" Mario Monti (e un' opinione pubblica "auto silenziata"), sarebbe stato giudicato come un fallimento tale da stracciarsi le vesti (o ciò che è rimasto del vestiario). Dall'inizio dell'anno infatti, in termini percentuali, la crescita del debito è di uno spaventoso 3,7% in più. Questa volta sul debito non pesa neppure il "mancato gettito" dato che i dati, al netto dei fondi speciali della riscossione, rivelano che le entrate tributarie dei primi 10 mesi dell'anno segnano un incremento del 2,9% rispetto allo stesso periodo del 2011. Confesercenti a questo proposito definisce i dati come "preoccupanti" e, precisa l'associazione delle imprese italiane, "nonostante l'aumento record della pressione fiscale e la conseguente crescita delle entrate tributarie". "Alla fine di un anno di austerità – continua Confesercenti - ci troviamo stretti tra un sempre più sensibile impoverimento delle famiglie e un debito sempre più alto. Si sta innescando una spirale di declino per l'intero Paese, da evitare assolutamente. In caso contrario, il debito pubblico diventerà il totem a cui dovremo continuare a sacrificare tutte le nostre risorse: questo vuol dire che non avremo mai i margini necessari per investire nella crescita, nello sviluppo e quindi nel futuro dell'Italia". Per il Codacons, che calcola quanto a famiglia il debito calcolato sia di circa 82.192 euro, "la cosa più grave è che da quando è diventato operativo il Governo Monti, ossia dal dicembre 2011 (scorporando cioè novembre, visto che il Governo ha giurato il 16), il debito è passato da 1.906.737 a 2.014.693 milioni di euro, ossia è aumentato di 107.956 milioni di euro in appena 10 mesi, pari ad una media di 4.404 euro a famiglia". "Non si può certo dire, insomma, che le stangate che si sono succedute a partire dal dicembre 2011 con il dl Salva Italia abbiano modificato la curva del debito - afferma ancora il Codacons -. Come dimostrato dal fatto che rispetto a settembre 2012 il debito è aumentato, in un solo mese, di 19.550 milioni di euro, pari a 797 euro a famiglia (sempre da 2,4 componenti). Insomma il Governo Monti farebbe bene a considerare che il debito non si combatte solo a suon di tasse, ma anche attraverso un aumento del gettito dovuto ad una maggiore ricchezza prodotta. Per non parlare della riduzione degli sprechi, sulla quale, come dimostra la mancata abolizione delle province inutili, si doveva e poteva fare molto di più".

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