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Decreto Salva Roma: governo Renzi lo ritira. Roma Capitale rischia il default

Vince l'ostruzionismo della Lega Nord e del MoVimento 5 Stelle. Il governo renzi decide di ritirare il decreto Salva Roma in discussione alla Camera, anche se Graziano Derio assicura che 'esecutivo farà "subito un altro provvedimento. Roma Capitale rischia quindi il default, e di non pagare gli stipendi pubblici.

"Grazie all'ostruzionismo della Lega Nord il governo Renzi sarà costretto a ritirare il vergognoso decreto Salva Roma. Questo provvedimento, già ritirato su pressione del capo dello Stato dal precedente governo, è l'ennesimo intervento per salvare Roma che contravviene con il principio federalista della responsabilizzazione degli amministratori locali. E' inaccettabile che tutti i comuni d'Italia, tranne Roma, debbano fare i conti con il patto di stabilità. Il ritiro di questo decreto è una grande vittoria della Lega Nord" afferma in una nota il capogruppo della Lega Nord in commissione Finanze, Filippo Busin. Al decreto Salva Roma erano stati infatti presentati dalla Lega Nord e dal MoVimento 5 Stelle 350 emendamenti che di fatto hanno reso impossibile la sua conversione in legge, il cui termine ultimo è fissato per il 28 febbraio. Il governo Renzi ha quindi annunciato che prende atto dell'ostruzionismo e ritira il provvedimento Salva Roma in discussione alla Camera. Il Sottosegrerario alla Presidenza Graziano Delrio però annuncia che l'esecutivo farà "subito un altro provvedimento". Il governo Renzi, infatti, sceglie di percorrere questa strada per evitare di iniziare il lavoro con un voto di fiducia. La mancata conversione del provvedimento impedirà di mettere in sicurezza i conti del Campidoglio (bilancio 2013, più una parte sul 2014) che "avrebbe consentito al Comune di «scaricare» sulla gestione commissariale 485 milioni di euro, 320 nel bilancio (già approvato) 2013 e altri 165 in quello (da fare) del 2014", sottolinea il Corriere.it. Roma Capitale rischia quindi il default, e di non pagare gli stipendi ai dipendenti pubblici. "Dal decreto dipende il futuro di centinaia di aziende", sottolinea anche Erino Colombi, presidente della Cna.

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